Non si sa mai bene quando debbano arrivare. Gli aggiornamenti di Windows 10 sono croce e delizia degli utenti, spesso attesi ma anche possibile intralcio fra un riavvio e l'altro alle quotidiane attività al computer. Ora Microsoft grazie all'intelligenza artificiale sta risolvendo se non altro una questione tediosa: decidere da dove cominciare con la distribuzione degli update. Tipicamente, con Windows 10 il rollout inizia dai dispositivi più recenti ovvero da quelli teoricamente più “pronti” a ricevere gli aggiornamenti, ma ora la questione sta prendendo una piega un po' diversa e più raffinata, per così dire. Come spiegato dalla stessa azienda di Redmond, a partire dal Fall Creators Update dell'anno scorso (la versione 1709 del sistema operativo) si è cominciato a sperimentare un “approccio di AI/machine learning”: studiando le caratteristiche tecniche dei Pc che avevano in precedenza eseguito degli aggiornamenti con una “ottima esperienza” senza problemi di crash, incompatibilità o quant'altro), Microsoft ha ottenuto una serie di dati e con essi ha “allenato” un algoritmo di apprendimento automatico.

Con la distribuzione del Fall Creators Update si è scelto di usare questo modello, in via sperimentale, per capire quali dispositivi fossero meglio predisposti a ricevere l'aggiornamento e per risolvere più rapidamente eventuali problemi. “Quando il nostro modello AI, i feedback o i dati di telemetria indicano che potrebbe esserci un problema”, spiega l'azienda, “lo ripariamo velocemente ed evitiamo che ai dispositivi interressati sia proposto di installare l'aggiornamento finché non realizziamo ulteriori indagini. Una volta risolte le questioni, possiamo procedere con maggiore sicurezza”. Questo meccanismo evita ai clienti Windows alcuni fastidi perché permette a Microsoft di ritardare la distribuzione dell'aggiornamento e risolvere il problema, senza che l'utente debba fare alcunché.

Grazie all'intelligenza artificiale, l'April 2018 Update è stato distribuito globalmente più rapidamente del suo predecessore autunnale, potendo ora vantare una presenza su oltre 250mila dispositivi. Il totale di Windows 10, invece, ha superato i 600 milioni di utenti. A detta di Microsoft, inoltre, “stiamo osservando più casi di elevata soddisfazione, scopriamo meno problemi e un calo di richieste di supporto rispetto a precedenti rilasci di Windows”.

 

 

 

Impiegare un metodo di questo tipo ha certamente senso, dato che le caratteristiche tecniche e la recenza di un modello di computer da sole non bastano per determinare se l'installazione possa incappare in qualche ostacolo. A volte i fastidi derivano dalla presenza di software installati, che confliggono con il sistema operativo, come accaduto ad aprile in un caso reale: dopo aver ricevuto l'aggiornamento, alcuni Pc erano alle prese con riavvii indesiderati e schermi neri; grazie al modello di machine learning è stato possibile individuare tutti i computer potenzialmente esposti allo stesso problema e bloccare la distribuzione dell'update verso questi terminali; collaborando con Avast, Microsoft ha individuato la causa in un elemento del sistema di difesa Avast Behavior Shield, il quale entrava in conflitto con l'aggiornamento; un correttivo è stato rilasciato, risolvendo la questione nel giro di 24 ore.

Oltre a raccontare di questo nuovo metodo, la società di Redmond ha comunicato alcuni dati che fanno un primo bilancio sull'update di aprile: ha diminuito del 20% i problemi di stabilità de sistema operativo e dei driver, mentre i tempi di installazione dell'aggiornamento sono stati ridotti fino a un massimo de 63% (grazie allo spostamento di alcune procedure in modalità offline).

 

 

 

Intanto già si guarda avanti, o almeno lo fanno gli iscritti al programma Windows Insider, a cui sono riservate le versioni di anteprima, ancora instabili, della piattaforma. La Build 17692, appena pubblicata, introduce una serie di novità relative ad applicazioni ed user experience. Con questa versione viene introdotto il supporto a Swiftkey, l'applicazione di tastiera digitale “smart” già funzionante su telefoni Android e iOS. Sarà possibile usarla anche su dispositivi Windows (tablet o computer con schermo tattile) scrivendo in modalità “touch” in italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese e russo. Fra le altre novità, sarà possibile optare per una maggiore dimensione dei caratteri testuali, trasmettere audio in streaming su altoparlante del computer e su auricolari in contemporanea e usare la funzione Search per trovare in modo ancora più facile applicazioni Windows ufficiali da scaricare. Non manca l'usuale lista di correttivi e miglioramenti.