Sap chiude il primo trimestre dell’anno fiscale 2018 con un fatturato piatto (anche se in aumento del nove per cento in valuta costante), ma con un utile in crescita del 33 per cento. Il colosso tedesco ha riportato ricavi per 5,26 miliardi di euro, per un profitto dopo le tasse di 708 milioni. L’utile per azione ha fatto un balzo in avanti del 37 per cento a 59 centesimi. Il giro d’affari generato dal software e dal cloud, quest’ultimo il vero driver di crescita per Sap, è stato di 4,35 miliardi in aumento di un punto percentuale anno su anno. A zavorrare i numeri è stato il software legacy, in flessione del dieci per cento anno su anno. Gli ordinativi di soluzioni cloud sono invece saliti del 14 per cento, toccando quota 245 milioni di euro, mentre le sottoscrizioni e il supporto sono cresciuti di 18 punti. Per la prima volta il business del cloud e del supporto ha superato il 70 per cento dei ricavi complessivi di Sap, attestandosi al 71 per cento.

Soddisfatto Bill McDermott, Ceo della società, che ha sottolineato come i numeri riflettano la triplice strategia dell’azienda, incentrata sulla forte crescita del cloud, su vendite ugualmente cospicue del software e su una costante espansione dell’utile operativo. Dello stesso tono la dichiarazione del chief financial officer, Luka Mucic, che si è detto “orgoglioso” di due cose: un trimestre molto solido anche rispetto ai tre mesi precedenti e una revisione in positivo della guidance per l’intero anno fiscale su cloud e software.

Uno dei prodotti di punta di Sap, S/4Hana, è stato acquistato da circa quattrocento nuovi clienti, portando il totale a 8.300 aziende, per una crescita anno su anno del 43 per cento. Dal punto di vista geografico, l’area Emea è cresciuta del 6 per cento per cloud e supporto, mentre le sottoscrizioni di soluzioni sulla nuvola sono aumentate del 40 per cento, con la Germania in prima linea e con una crescita a doppia cifra del fatturato anche nel Regno Unito.