Le forze armate degli Stati Uniti sono confuse su come gestire eventuali scontri digitali, e siamo ancora lontani da una solida strategia per la gestione della ciberguerra. Una realtà preoccupante che è emersa martedì, anche perché è lecito supporre che se questa è la situazione negli Stati Uniti, probabilmente le cose staranno così anche presso NATO, UN e vari paesi del cosiddetto "blocco occidentale".
Chi ha dato l'ordine?
"Dichiarazioni contrastanti hanno generato confusione tra i comandanti riguardo il controllo e il comando delle operazioni cibernetiche" ha spiegato un'analista governativo martedì scorso. Eppure dal 2008 gli USA si sono dotati di un Cyber Command che dovrebbe occuparsi proprio di coordinare e gestire le difese dei confini digitali.
Il problema è che allo stesso tempo le direttive affermano che ogni comandante è responsabile delle operazioni sul territorio di cui è responsabile, incluse quelle che si svolgono con i computer al posto dei fucili.
E per di più all'interno del Dipartimento della Difesa (equivalente a un nostro Ministero) non c'è ancora chiarezza né su che cosa costituisca una forza speciale cibernetica. Non sono state determinate le autorità e le responsabilità da assegnare, né si è ancora stabilito chi decide cosa.
Una situazione preoccupante, perché sembra proprio che in caso di necessità le forze di difesa si troverebbero perse in un caos decisionale; troppo occupate a stabilire chi comanda per rappresentare una barriera sufficiente contro un eventuale attacco digitale.
Al momento si sta lavorando a un documento che dovrebbe risolvere il problema. La sua stesura è cominciata, ma è ancora allo stato di bozza. Forse i responsabili della sua redazione ritengono che ci sia tutto il tempo del mondo, e che ce la si possa prendere con calma? Forse ritengono che gli Stati Uniti e i loro alleati siano al sicuro da minacce sofisticate come Stuxnet?
O forse deve verificarsi qualche tragedia, e che tutto il mondo si metta a puntare il dito contro chi non ha saputo agire per tempo, prima che si prendano iniziative concrete e credibili? Fortunatamente per tutti noi c'è abbondanza di monetine da lanciare, nel caso di dovesse prendere una decisione.