Trovare ciò che serve all'interno di un mare di dati sempre più vasto non è semplice, specie considerando che molte di queste informazioni sono ormai sparse fra computer, smartphone e applicazioni cloud, e considerando che oltre ai contenuti facilmente indicizzabili (i testi) ci sono anche quelli non strutturati (immagini e video). I servizi di archiviazione e file sharing come Dropbox, Google Drive, Evernote e Box negli anni si sono preoccupati di migliorare le funzionalità dei motori di ricerca interni, ma questi sforzi potrebbero non bastare in un mondo in cui giornalmente si producono gigabyte di dati "pro capite".

L'azienda media ha oltre mille applicazioni cloud”, sostiene Jack Hirsch, Ceo e cofondatore di Butter.ai, una startup nata dal progetto All Turtles e autrice di una tecnologia di intelligenza artificiale capace di far risparmiare preziosi minuti ogni volta che si ricerca qualcosa all'interno di un servizio cloud. Normalmente, a detta di Hirsch, senza questo strumento si arriva a sprecare in attività di questo tipo un tempo che si traduce, ogni anno, in migliaia o decine di migliaia di dollari persi per le aziende. Che la stima (30mila dollari a persona, addirittura!) sia esagerata o meno, il problema della ricerca dei contenuti sparsi qua e là, spesso non indicizzati, è esperienza comune.

Per questo la tecnologia, ma ancor più le competenze dei ragazzi di Butter.ai interessano tanto a Box, al punto da aver deciso di portarli nella propria squadra. Il team di Hirsch è estrato a far parte della società californiana per “aiutarci a concretizzare la nostra visione, quella di portare alle aziende le ricerche intelligenti”, ha spiegato Jeetu Patel, chief product officer di Box. Per i circa 85mila clienti di Box, quindi, si prospetta un miglioramento della funzione Search, dato che potranno “navigare più facilmente tra le proprie informazioni non strutturate, facendo ricerche sui file di Box in modo più contestualizzato, predittivo e personalizzato”, ha detto Patel.

Qualche esempio? Inserendo la parola “contratto” nella maschera di ricerca, un addetto alle vendite avrà maggiore probabilità di visualizzare risultati significativi per il proprio ruolo all'interno dell'azienda, cioè contratti di vendita, mentre un addetto alle risorse umane otterrà in risposta alla query dei risultati che riguardano assunzioni e collaborazioni. E non solo: scrivendo delle parole nella maschera di ricerca (per esempio “vestito blu”) si potranno ottenere in risposta anche dei file di immagine (la fotografia di un vestito blu).