Il caso è (forse) chiuso: Samsung non ha violato i brevetti di Apple e potrà tenersi i 120 milioni di dollari di risarcimento chiesti dalla Mela. Tre giudici della corte d’appello di Washington hanno stabilito che tre tecnologie implementate dal colosso sudcoreano nei propri dispositivi (“quick link”, slide per sbloccare lo schermo e l’autocorrezione del testo) non provenivano dal “tesoretto” di brevetti di Apple e il loro utilizzo era quindi del tutto lecito. Addirittura, il tribunale ha stabilito che sarebbe stata la Mela a infrangere uno dei brevetti registrati di Samsung, anche se al momento non si conoscono ulteriori dettagli in merito. La battaglia legale tra i due giganti risale al 2014, quando una corte federale di San Jose, in California, obbligò Samsung a mettere sul piatto 119,6 milioni di dollari in favore di Apple, per aver utilizzato tecnologie brevettate senza i necessari permessi.

La tecnologia “quick link”, che permette ai dispositivi di riconoscere per esempio numeri di telefono sullo schermo per consentire telefonate più rapide, rappresentava da sola oltre l’80% del rimborso totale. “Questa decisione è una vittoria per i consumatori e riporta la competizione nel luogo più adatto, vale a dire il mercato e non l’aula di un tribunale”, ha dichiarato a caldo una portavoce di Samsung alla Reuters. Apple invece ha preferito non commentare il verdetto della corte.

Il gruppo di Cupertino potrebbe teoricamente fare un ulteriore appello e rivolgersi alla Corte Suprema, il massimo tribunale statunitense, ma è difficile che scelga di esporsi oltre. È già invece approdata davanti ai più importanti ermellini degli States un’altra causa sui brevetti, riguardante sempre Apple e Samsung. Le cifre in questione sono molto più alte, in quanto il chaebol asiatico rischia di dover sborsare diverse centinaia di milioni di dollari (e in parte lo ha già fatto).

 

 

Nel 2012 il produttore dei Galaxy si vide comminare una sanzione da oltre un miliardo, ridotta poi nel secondo grado di giudizio a 930 milioni di dollari. Lo scorso dicembre, Samsung si era offerta di pagare 548 milioni, come parte dell’ammenda (rivalutata in seguito allo stralcio di alcune componenti), ma la Reuters aveva poi fatto sapere che Apple stava cercando di ottenere altri 180 milioni in risarcimento sotto forma di danni supplementari e interessi.

La vicenda giudiziaria coinvolge una serie di brevetti funzionali e di design, come i comandi touch, l’interfaccia e le icone delle applicazioni. La discussione sull’eventuale “clonazione” della forma dei dispositivi è stata invece esclusa dal processo. Apple ha già presentato le proprie memorie di fronte alla Corte, sottolineando come sia praticamente inutile perdere tempo di fronte all’appello di Samsung. Non è ancora certo quando arriverà la decisione dei giudici, ma è molto probabile che la vicenda andrà avanti ancora a lungo.