Su un fronte Sap, Microsoft e Adobe, sull'altro Salesforce ed Apple. Si rafforzano gli due schieramenti del mercato del Crm, proiettato verso una crescente integrazione delle offerte di vendor differenti. Davanti alla molteplicità delle fonti di dati e delle piattaforme, la necessità delle aziende che vendono prodotti e servizi è quella di trovare sintesi e semplicità, evitando di dover utilizzare troppi strumenti ed evitando gli odiati “silos”. Per questo e per rafforzarsi commercialmente i vendor stanno ribadendo le alleanze avviate in tempi recenti. La questione non è per nulla banale, non solo dal punto di vista tecnico ma anche per ragioni di compliance alle nuove regole europee del Gdpr e di rispetto della privacy, tema di grande attualità.

 

A Orlando, in occasione di una conferenza Ignite di Microsoft, la società di Redmond ha annunciato insieme a Sap e ad Adobe quella che è stata chiamata “ Open Data Initiative”: un progetto teso, appunto, a eliminare i silos e a permettere di ottenere una visione unificata e completa del cliente in tutte le attività di Customer Relationship Management. Nel concreto, i tre fornitori lavoreranno per potenziare l'interoperabilità e lo scambio di dati tra le rispettive piattaforme, cioè Adobe Experience Cloud, Adobe Experience Platform, Microsoft Dynamics 365, Sap C/4Hana e S/4Hana.

 

L'annuncio poggia su precedenti collaborazioni, come quella fra Adobe (che è reduce da un'acquisizione nel campo della marketing automation) e Microsoft relativa a Experience Cloud e ad Azure. Grazie al cloud, i dati delle applicazioni coinvolte nell'iniziativa potranno essere trasferiti, aggregati e sottoposti ad attività di analytics. Come intuibile dal nome Open Data Initiative, questo vuol essere un progetto “aperto”: altri vendor sono invitati a unirsi, contribuendo alla creazione di un sempre più ampio ecosistema di applicazioni cloud interoperabili.

 

 

 

È però intuibile che Salesforce ed Apple non debbano far parte di coloro che risponderanno all'appello. L'azienda guidata da Marc Benioff, antesignana del Crm in cloud, potrà portare l'assistente vocale Siri all'interno delle applicazioni mobili Salesforce; in cambio, metterà a disposizione strumenti software con cui le aziende clienti potranno sviluppare app di Crm per sistemi iOS, cioè per iPhone e iPad. La forza di questa alleanza sta nei numeri, innanitutto in quelli del sistema operativo di Apple, sempre più diffuso nel mercato aziendale grazie alle collaborazioni avviate negli ultimi anni con Ibm (già nel 2014), Cisco e Accenture. Ma anche nei numeri dei due ecosistemi di sviluppatori: Salesforce può vantarne 5 milioni (autori soprattutto di applicazioni di Crm), Apple ne conta addirittura 20 milioni (molti dei quali creano prodotti consumer).

 

Nelle aziende, in generale, la voce non è stata impiegata tanto quanto nell'ambito consumer”, ha sottolineato Tim Cook in un'intervista a Reuters, riferendosi agli assistenti vocali come Siri. “Potremo fornire al personale di vendita un accesso istantaneo a varie cose attraverso la voce, anziché attraverso dei click e spostandosi tra applicazioni differenti. Cambieremo il modo in cui le persone lavorano”.