Ricoh e Ibm danno una nuova spinta al lavoro smart. Grazie a una lavagna. Intelligent Workplace Solution le capacità IoT del supercomputer Watson e le lavagne interattive del gruppo giapponese per trasformare le modalità con cui i team si riuniscono e collaborano. Tra le principali funzionalità dei nuovi dispositivi cognitivi spiccano i comandi vocali semplificati, la traduzione automatica dei contenuti da una lingua all’altra, la registrazione delle presenze tramite badge e la capacità del sistema di seguire conversazioni parallele, annotando gli appunti. Le capacità cognitive di Watson Watson rendono quindi il “cervellone” di Ibm un partecipante attivo delle riunioni, grazie a strumenti analitici che in tempo reale guidano la riunione e aiutano a prendere decisioni più rapidamente.

Ricoh ha fatto sapere che integrerà la nuova soluzione nell’ambito della propria offerta di servizi che aiutano le aziende a migliorare la collaborazione e la produttività. Allo stesso modo, Ibm prevede per il futuro il lancio di nuove funzionalità avanzate e “smart” a supporto dei meeting. La stessa Big Blue installerà oltre ottanta lavagne nella nuova sede centrale Watson IoT di Monaco di Baviera, che ha aperto ufficialmente i battenti da pochi giorni.

Un centro costato 200 milioni di dollari e che servirà come fulcro globale della ricerca e sviluppo dell’azienda nel campo dell’Internet of Things. Il colosso statunitense ha già annunciato una serie di accordi con realtà come Indiegogo, Visa, Bosch e la società ferroviaria francese Sncf. Nell’hub tedesco prenderanno posto anche altre realtà di settori differenti, come Cap Gemini, Avnet, Bnp Paribas e Vodafone.