28/11/2011 di Redazione

La mail è defunta, parola di Zuckerberg

Il Ceo di Facebook reputa la posta elettronica ormai morta. In realtà la considerazione del fondatore del social network tiene conto solo delle abitudini dei giovani e non di quelle delle aziende, dove la mail (secondo ComScore) è sempre uno strumento di

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La posta elettronica è morta e sepolta, almeno secondo  Mark Zuckerberg. Presa di per sé la notizia è un potenziale terremoto sul larga scala, ma andando a fondo si scopre che la considerazione del ragazzo prodigio titolare di Facebook arriva in concomitanza con l'annuncio del nuovo servizio di messaggeria che consente a tutti gli iscritti del social nertwork di dialogare con una semplicità ancora maggiore di quella garantita dalla posta elettronica. Quella di Zuckerberg non è quindi una sentenza, ma una speranza.

Mark Zuckerberg

In realtà quando sono state annunciate rivoluzioni ben più grandi, come per esempio la televisione, non erano mancati coloro che avevano vaticinato sciagure come la fine della radio o dei cinema; allo stesso modo il CD avrebbero dovuto sancire la fine del libro stampato. La fantasia del giovane Mark non è nemmeno così fervida, se si considera che gli SMS prima e i tweet dopo erano stati additati come uccisori della mail, cosa che puntualmente non si è verificata.

Secondo un'interessante analisi pubblicata dall'autorevole Guardian, la previsione di Zuckerberg non starebbe in piedi perché sarebbe fondata su uno uso ambiguamente selettivo dei dati di mercato. Prendendo a titolo di esempio i dati di ComScore si apprende infatti che il numero di email inviate dagli adolescenti di età compresa fra 12 e 17 anni è sceso di circa un quarto nel 2010, mentre le visite ai siti come Gmail, Hotmail e Yahoo sono diminuite del 6% nello stesso periodo. Questi dati in realtà confutano semplicemente l'ipotesi che i ragazzi di oggi comunicano usando strumenti meno formali delle mail, come gli SMS e i social network, che sono più immediati.

La musica cambia quando gli stessi giovani approdano al mondo del lavoro e devono scoprire, loro malgrado, che uffici e aziende sono ancora fortemente legati alla mail, che un impiegato medio riceve qualcosa come cento messaggi e-mail al giorno e che non è ammesso l'SMS fatto di sigle abbreviate. È qui che si crea lo spartiacque fra il social network e la mail, che avrà ancora lunga vita perché non è moribonda, anzi, è talmente viva da essere sempre più spesso fuori controllo.


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