Il concetto di servitizzazione, vale a dire il processo attraverso il quale un prodotto viene proposto e venduto in combinazione con un servizio, ha iniziato a investire anche gli spazi che fanno da sempre hanno fatto da cornice al lavoro in azienda: gli uffici. In un’epoca di smart working e agilità, in cui i confini tra vita privata e produttività sono ormai sfumati, era inevitabile che prima o poi si innescasse una trasformazione di questo genere. In realtà le organizzazioni di coworking hanno già da tempo contribuito a creare il fenomeno e poi a velocizzarne la crescita. Ma rendere davvero as-a-Service uno spazio di lavoro significa qualcosa di più e questo “cambio di passo” non può prescindere dalla tecnologia.

Uno degli alfieri di questa trasformazione è Tecno, azienda italiana di arredi per ufficio nata nel 1953 che ha sempre cercato di coniugare il design alla tecnologia, al punto da inaugurare la divisione Io.T (The intelligence of Tecno) per curare specifici progetti di trasformazione digitale degli edifici. Dopo aver sperimentato con una serie di prodotti connessi, la società ha sviluppato Dina, una piattaforma multiprotocollo e modulare che permette gestione e controllo da remoto degli oggetti connessi in ottica smart building.

Ma non solo. Il software, basato su Microsoft Azure, non è una semplice soluzione di facility management, ma all’occorrenza si trasforma anche in un applicativo di prenotazione degli spazi e in un sistema di profilazione degli utenti. Le persone che, per esempio, devono utilizzare una sala riunione possono accedervi (dopo averla riservata con Dina) tramite dispositivi con chip Nfc o Bluetooth: il software riconosce infatti la tipologia di profilo e le preferenze.

Il sistema attiva in automatico i servizi integrati negli arredi di Io.T in base alle esigenze dell’utente, regolando per esempio temperatura, luci e altezza del piano di lavoro. Dina supporta oltre 25 protocolli di comunicazione per luci, tende, sistemi di condizionamento, audio e video senza limiti di integrazione ed espansione.

Ma l’obiettivo di Tecno è quello di andare oltre il facility management “puro e semplice”. Seguendo la filosofia tipica di Airbnb, infatti, si vuole trasformare la piattaforma in uno strumento che permetta ai clienti di affittare a terzi i propri spazi. Basta considerare per esempio quanti locali inutilizzati pesino sul bilancio di grandi realtà, come le banche, in particolare in seguito al processo di razionalizzazione delle filiali.

 

 

Tramite Dina, un istituto di credito potrebbe mettere a disposizione risorse (dal semplice tavolo a intere stanze riunioni) a persone che ne hanno bisogno solo per poche ore: l’utente dovrebbe semplicemente cercare sull’applicazione il luogo di lavoro di cui necessità, inserire il giorno e l’ora e verificare la disponibilità. L’intelligenza della piattaforma, e la sua capacità di far “parlare” fra loro tecnologie diverse, consentirebbero un accesso fluido ai locali con riconoscimento automatico dell’utente e abilitazione dei servizi prenotati. Lo stesso ragionamento si potrebbe applicare anche ai gestori di ambienti di coworking.

Le potenzialità dell’applicativo sono state dimostrate da Tecno e Microsoft durante la Milano Design Week, all’interno della sede dell’azienda ai caselli daziari di Porta Garibaldi. “Il lavoro di ingegnerizzazione ha permesso di far comunicare i diversi protocolli in una lingua unica, con certificazione Microsoft per l’invio dei dati su Azure”, ha spiegato a IctBusiness.it Andrea Padovan, Cto di Io.T Solutions. “Per aumentare il comfort, il sistema ricorda le preferenze della persona e le reimposta in automatico nel caso di una seconda prenotazione, anche in un luogo diverso”.

“La disponibilità tecnologica sposterà sempre di più l’attenzione dal concetto di proprietà a quello di uso”, ha aggiunto Fabio Santini, one commercial partner and small, medium and corporate leader di Microsoft Italia. “Il software, sempre più pervasivo, sta contribuendo alla diffusione dell’as-a-Service in molti settori, compreso quello degli arredamenti e della gestione degli spazi”.