Per Facebook la realtà virtuale è un affare sempre più concreto, di cui da oggi si prenderà cura Hugo Barra. Un informatico ma anche imprenditore, nonché vecchia conoscenza di Mark Zuckerberg che dalla sua pagina ha annunciato la nuova nomina a capo del team di Oculus. Dal Brasile (dove è nato), agli Stati Uniti (dove ha lavorato per Google, contribuendo allo sviluppo di Android) e poi alla Cina (dove, dal 2013, ha aiutato Xiaomi ad affermarsi come nome di spicco del mercato smartphone, e dove è ancora attualmente), oggi Barra si prepara a volare un'altra volta sopra l'oceano per tornare in California.

A fine dicembre l'allora Ceo di Oculus, Brendan Iribe, aveva rassegnato le dimissioni motivando la scelta come necessità di lanciarsi in nuovi progetti. La responsabilità di selezionare il nuovo Ceo era toccata al chief technology officer di Facebook, Mike Schroepfer, evidentemente orientatosi su Barra. “Hugo”, ha scritto Zuckerberg, “condivide con me la convizione che la realtà virtuale e aumentata rappresenti la prossima grande piattaforma di computing. Ci permetterà di sperimentare cose completamente nuove e di essere più creativi che mai”.

Le ambizioni di Facebook in questo campo non sono certo un mistero: dopo aver speso 2 miliardi di dollari per acquisire Oculus, nel 2014, l'azienda ha annunciato ulteriori 3 miliardi di dollari di investimenti da realizzare nel corso di un decennio. Recentemente al Ceo è toccata la scocciatura di dover testimoniare in tribunale in difesa di John Carmack, attuale chief technology officer di Oculus, accusato di furto di proprietà intellettuale da parte di una società di videogame, ZeniMax. A detta di quest'ultima, l'allora dipendente avrebbe carpito informazioni poi trasmesse al fondatore di Oculus e quindi utiizzate per realizzare i visori Rift.

 

Hugo Barra

 

 

Mentre il processo è in corso a Dallas, Hugo Barra si è preso due mesi di tempo per terminare i propri impegni cinesi e raggiungere Menlo Park. Attraverso Facebook, il brasiliano si è detto “ansioso di far diventare mainstream la realtà virtuale”. Allo stesso obiettivo stanno puntando aziende come Samsung (con i visori Gear VR), Microsoft (con gli Holoens), Htc (Vive), Sony (Playstation VR), certo dotate di mezzi ma rispetto a cui Facebook può vantare qualche asso nella manica in pi. Per esempio, un bacino di utenza potenziale immenso (gli iscritti attivi sono 1,79 miliardi) e una piattaforma tecnologica formidabile.