L’iPhone 8 potrebbe essere il melafonino più costoso di sempre. Ma se vorrete sfruttare la ricarica wireless dovrete sborsare una cifra ancora maggiore. Secondo un tweet di John Gruber, esperto del mondo Apple, l’accessorio per la ricarica a induzione sarà venduto separatamente e potrebbe essere disponibile più avanti rispetto al lancio del cellulare. È probabile che il sistema debba attendere il rilascio di iOs 11.1 per una questione di compatibilità software. La ricostruzione di Gruber coinciderebbe quindi in parte con quanto circolato sul Web negli ultimi mesi, secondo cui l’iPhone 8 potrebbe essere dotato di ricarica wireless. Ma sarebbe lecito aspettarsi un accessorio già presente nella confezione, considerato anche il prezzo dello smartphone.

A febbraio la Mela è entrata a far parte del Wireless Power Consortium (Wpc), ente che promuove lo standard aperto Qi per la ricarica senza fili. Un segnale abbastanza chiaro circa i movimenti della società verso questa tecnologia. Altri rumor indicano come l’iPhone 8 presenti una scocca in vetro per facilitare il passaggio di corrente secondo lo standard Qi, che obbliga l’utente a posizionare il dispositivo sulla stazione di ricarica.

La ricostruzione di Gruber è tutta da verificare e per conoscere quanto effettivamente bolle nella pentola di Cupertino si dovrà attendere settembre, quando si terrà l’evento di presentazione ufficiale dell’iPhone del decennale. L’altro grande dubbio che attanaglia i fan del melafonino è l’integrazione del lettore di impronte digitali direttamente sotto il display: il colosso californiano riuscirà a vincere questa sfida tecnologica o sarà costretta, come Samsung, a posizionare il componente sul retro del dispositivo?

Nel frattempo il gruppo statunitense si prepara a diventare la prima compagnia a superare i mille miliardi di dollari di valore di mercato. Almeno secondo quanto ricostruito dall’analista Brian White, il quale sostiene che l’ormai imminente lancio dell’iPhone 8 porterà le azioni di Apple a raggiungere quota 202 dollari nei prossimi 12 mesi, contribuendo così al superamento di una barriera finora mai sfondata da nessuna compagnia quotata.