Evolve è il claim scelto da Sophos per l’edizione 2019 della propria Discover Partner Conference, svoltasi a Baveno. Il concetto, secondo quanto espresso dal country manager Marco D'Elia, intende riflettere da un lato la natura sempre più dinamica del panorama delle minacce globali e, dall'altro, il percorso intrapreso dal vendor con la propria offerta e la relativa strategia commerciale: “Circa tre anni fa abbiamo lanciato l’approccio Synchronized Security, con l'intento di integrare le nostre proposte in un unico modello integrato a supporto delle strategie di sicurezza delle aziende. Ora da un sistema di controllo convergente su reti ed endpoint, intendiamo evolvere verso qualcosa di più autonomo, grazie all'integrazione dell'intelligenza artificiale, che consente alle soluzioni di adattarsi ai mutamenti di scenario e modificare le policy, anche in correlazione con tecnologie di terze parti”.

 

Marco D'Elia, country manager di Sophos Italia

 

Le tecnologie di deep learning che Sophos ha sviluppato vanno a potenziare componenti dell'offerta come Intercept X with Edr, dove la protezione tradizionale degli endpoint e quella di nuova generazione si combinano per fornire capacità di rilevazione e risposta più rapide, anche attraverso un'analisi più dettagliata degli attacchi, il tutto gestito attraverso un unico agente e con una sola interfaccia di amministrazione. Ma anche la gamma Xg Firewall si arricchisce, nella versione 18, con capacità di protezione contro la propagazione laterale delle minacce da una postazione all'altra e con l'estensione dell'intelligenza artificiale estesa su tutta la gamma.

Altrettanto rilevante va considerata la novità di Cloud Optix, una tecnologia che intende offrire alle aziende una visibilità più completa su quanto implementato nelle piattaforme di cloud pubblico, a cominciare da Microsoft Azure, per poi estendersi anche a Amazon Web Services e Google Cloud Platform: “I provider, in genere, forniscono la sicurezza di base”, spiega Dan Schiappa, chief product officer di Sophos, “mentre noi offriamo una protezione estesa su infrastrutture e applicazioni, in modo da assicurare che siano sempre rispettate le policy definite dalle aziende”.

Sulla componente cloud si sono concentrati anche diversi investimenti nelle relazioni con un canale che resta l’unica modalità di interlocuzione commerciale con i clienti ed è in costante crescita: “Siamo passati in un anno da seicento a tremila partner autorizzati, a dimostrazione che la strategia Synchronized Security è stata compresa e sfruttata per sviluppare business o generare opportunità”, commenta D’Elia. “La spinta verso il cloud arriva dagli input che riceviamo dal mercato ed è per questo che abbiamo creato un programma specifico per i service provider e, con Msp Flex, abbiamo esteso a tutta la nostra offerta la possibilità di fruizione in modalità pay-per-use”.

A rafforzare la centralità del canale nella strategia commerciale di Sophos, va segnalato anche il quasi raddoppio (da quattro a sette) dei channel manager destinati a coprire il territorio nazionale e l’avvio dell’iniziativa Tech Academy, un roadshow che tocca una ventina di città e intende allargare la conoscenza sulla Synchronized Security, con formazione e test su una vera infrastruttura installata per l’occasione.