Hpe punta alla flessibilità delle reti con l’acquisizione di Plexxi, startup del New Hampshire di soluzioni iperconvergenti per il networking. I termini economici dell’accordo non sono stati svelati, ma dal 2010 ad oggi Plexxi ha raccolto circa 83 milioni di dollari in diversi round di finanziamento. Al centro dell’acquisizione di Hpe si trovano diverse tecnologie e prodotti che il colosso di Palo Alto integrerà con tutta probabilità nella propria offerta iperconvergente Simplivity e in quella infrastruttura cloud componibile rappresentata dal brand Synergy. L’obiettivo è rendere le reti il più possibile adattabili e definite dal software, in modo da diminuire l’installazione di dispositivi fisici di networking. Le soluzioni della startup uniscono nodi hardware (come switch white-box) e applicazioni per la gestione del traffico.

Quest’ultimo componente si interfaccia direttamente con i chip Asic presenti negli switch, adattando così in tempo reale la gestione dei pacchetti e dei flussi di dati per i diversi carichi di lavoro. Plexxi offre una piattaforma di automazione, chiamata Connect, per la corretta esecuzione di flussi predeterminati e una tecnologia di controllo (Control), in grado di modificare in modo dinamico la configurazione dell’intera rete aziendale scendendo fino al livello fisico.

“Grazie all’acquisizione metteremo a disposizione soluzioni iperconvergenti e componibili all’interno di un data fabric di nuova generazione, in grado di creare o bilanciare automatica l’ampiezza di banda per andare incontro ai bisogni dei workload”, ha scritto in un blog post Ric Lewis, svp and gm of software-defined and cloud group di Hpe.

Le due aziende non hanno ancora pubblicato molti dettagli su come procederà l’integrazione delle diverse tecnologie sul tavolo, anche se un primo passo già esiste e si è concretizzato in una reference architecture di Plexxi per Simplivity. Difficile però che restino in vita quelle per i sistemi Vxrail di Dell-Emc e per la piattaforma Nutanix.