Quanto può costare leccarsi le ferite dopo aver subìto un attacco hacker? Secondo Fedex, la cui consociata Tnt Express è stata colpita a giugno dal ransomware NotPetya, ben 300 milioni di dollari. Il dato è stato esplicitato dalla stessa azienda nell’ultimo report finanziario ed è relativo al primo trimestre fiscale dell’anno. “L’impatto del cyberattacco a Tnt Express, unito a risultati inferiori alle aspettative di Fedex Ground, ha ridotto i ricavi nel nostro trimestre”, ha sottolineato il Cfo del gruppo, Alan Graf. “Stiamo attuando dei piani per provare ad attenuare gli effetti negativi del problema sul resto dell’anno”. Le conseguenze di NotPetya sulla logistica della società sono state rilevanti, al punto che Tnt Express non è mai più riuscita a ripristinare completamente alcuni sistemi infetti. Questo è probabilmente dovuto al fatto che il ransomware conteneva delle componenti altamente distruttive, in grado di danneggiare in modo irreversibile alcune parti dei dischi colpiti.

“Le operazioni globali di Tnt Express sono state seriamente compromesse nel corso del primo trimestre dall’attacco di NotPetya del 27 giugno”, ha aggiunto il gruppo in una nota agli investitori. “La maggior parte dei servizi è stata poi riavviata e, in buona sostanza, tutti i servizi critici sono ripartiti. Il punto è che il volume, il fatturato e il profitto di Tnt Express rimangono ancora al di sotto dei livelli raggiunti in precedenza”.

L’azienda ha avuto un giro d’affari di 15,3 miliardi di dollari (Gaap), in aumento anno su anno, ma con ricavi netti in flessione, da 715 a 596 milioni, pari a un utile per azione dopo la diluizione di 2,19 dollari. Ma Fedex non è l’unico colosso della logistica a piangere per l’incursione di NotPetya. Anche la società danese Maersk, ad oggi il più grande armatore di navi mercantili al mondo, ha fatto sapere che l’attacco le è costato 300 milioni di dollari.

Il conglomerato dei prodotti di igiene e pulizia Reckitt Benckiser, invece, ha messo a registro una perdita straordinaria di 100 milioni di sterline per mancati introiti e per ripristinare i sistemi affetti dal programma maligno. Una delle poche cose che si sanno pubblicamente su NotPetya è che ha avuto origine in Ucraina. Ad agosto la polizia di Nikopol, città del sud del Paese, ha confermato l’arresto di un 51enne e il sequestro del Pc da cui l’attacco sarebbe partito.