La blockchain si è guadagnata la stima anche di Salesforce. Durante la propria conferenza per sviluppatori TrailheaDx, in corso a San Francisco fino al 2 giugno, il colosso del Crm in cloud (16,9 per cento di quota di mercato) ha annunciato una nuova soluzione basata sui registri distribuiti per consentire alle aziende di collegare in un modo nuovo i dati dei sistemi di customer relationship, gestendoli grazie alla blockchain. Si tratta di fatto di una piattaforma low-code, basata sulla tecnologia proprietaria Lightning e sul codice open source di Hyperledger Sawtooth, che permette di progettare e mantenere applicazioni distribuite collegate direttamente ai dati contenuti negli ambienti Crm in cloud di Salesforce. Partner e realtà terze possono sfruttare l’esperienza utente di Lightning e collegarsi a loro volta a una rete fidata e certificata, contribuendo così alla crescita del numero dei nodi connessi.

La società californiana promette un’estrema facilità di utilizzo anche da parte di utenti non troppo esperti, grazie alle caratteristiche low-code della piattaforma. Sfruttando la blockchain, le organizzazioni potranno per esempio validare l’origine e la sicurezza di alimenti e farmaci, garantire l’autenticità di oggetti di valore o assistere all’esecuzione automatica di smart contract.

I registri distribuiti, seppur ancora molto acerbi, sono parte dell’esperienza di trasformazione digitale che le aziende di tutto il mondo stanno vivendo per aggiornare i propri processi. Le realtà più avanti in questo percorso sono chiamate da Salesforce trailblazer (apripista). Ed è proprio per celebrare queste organizzazioni che il colosso del Crm (200mila clienti nel mondo) ha organizzato anche a Milano l’evento Basecamp: di fronte a seimila persone il vendor ha voluto condividere esperienze e innovazioni riguardanti quella che ormai viene comunemente definita la quarta rivoluzione industriale.

“Intelligenza artificiale, robotica, dispositivi connessi stanno cambiando il nostro modo di vivere e di lavorare”, ha commentato Ezio Russo, area vice president di Salesforce. “Ma non dobbiamo dimenticarci che dietro ogni tecnologia c’è sempre il cliente, che deve rimanere al centro di tutte le interazioni”. Non a caso la società fondata da Marc Benioff ha deciso di chiamare il proprio portafoglio di prodotti Customer Success Platform: per ricordare come il digitale possa aiutare le imprese ad alzare ogni giorno di più l’asticella del successo e dell’innovazione.

 

Il Salesforce Basecamp 2019 di Milano

 

E di storie di clienti italiani il Basecamp ne è affollato. C’è per esempio l’Inter, che ha ideato un customer journey su misura per i tifosi più appassionati con l’obiettivo di massimizzare le attività del marchio, di migliorare l’esperienza dei fan e di monetizzare tutti i contenuti prodotti dalla Media House interna. Nel 2016 il club adottò Marketing Cloud per automatizzare l’invio di email e notifiche push ai tifosi. Integrare la soluzione con il Crm ha permesso all’Inter di cambiare la propria strategia di contatto, ottimizzando i dati di deliverability, open rate, click rate e le conversioni dirette.

Secondo quanto dichiarato dal club, la vista migliore sugli utenti e la loro precisa identificazione hanno aumentato sensibilmente le possibilità di upselling e cross-selling: la media degli spettatori a San Siro è cresciuta del 23 per cento, il tasso di retention dei fan si attesta attorno all’82 per cento, il fatturato derivante dalle sponsorizzazioni e dai servizi di hospitality è aumentato del 10,8 per cento ed è aumentato del 37 per cento il numero delle chiamate dei tifosi al contact center della squadra.

È da guardare sempre con l’ottica dell’esperienza digitale la collaborazione fra Salesforce e Lamborghini. L’anno scorso la casa di Sant’Agata Bolognese ha lanciato l’applicazione Unica, che permette ai proprietari delle auto con il marchio del toro di interagire con i propri veicoli e con tutto il mondo Lamborghini.

L’app è stata creata su Heroku, componente della Lightning Platform, e la Marketing Cloud di Salesforce diventerà l’elemento centrale per gestire le comunicazioni con i clienti: dal semplice invito a scaricare l’applicazione, agli avvisi su richieste di servizio e appuntamenti. In questo Lamborghini potrà offrire una customer experience personalizzata su ogni touchpoint digitale e rafforzare di conseguenza la relazione con clienti e rivenditori.