Per un business sbagliato ce n’è uno che invece continua a dare frutti. Microsoft, così come Ibm, deve ringraziare sempre più le soluzioni cloud se è riuscita a chiudere l’ultimo trimestre dell’anno fiscale 2016 con un utile per azione a 69 centesimi di dollaro, contro i 58 attesi dagli analisti, e con ricavi pari a 22,6 miliardi, anch’essi superiori rispetto ai 22,2 previsti da Wall Street. Borsa che ha ovviamente premiato il titolo del colosso di Redmond, schizzato di oltre tre punti nell’after market e subito dopo la pubblicazione dei conti trimestrali. Va detto però che, complessivamente, il giro d’affari di Microsoft si è ristretto, in quanto l’azienda ha registrato entrate inferiori del 7,1 per cento rispetto al quarto trimestre del 2015 (più 5% a valuta costante). Sull’intero anno fiscale 2016 il gruppo ha inoltre riportato un fatturato di 85,32 miliardi, in flessione di ben 8,8 punti rispetto all’esercizio precedente: è la prima volta dal 2009 che Microsoft vira in territorio negativo.

Come detto in apertura, a tirare i conti è stata ancora una volta la piattaforma Azure, che ha compensato le prestazioni negative di Windows e, soprattutto, della divisione hardware. Le soluzioni “as-a-Service” hanno fatto registrare un aumento di fatturato del 102 per cento, con la potenza di calcolo “prelevata” da Azure raddoppiata rispetto all’anno scorso. In generale, la divisione Intelligent Cloud ha riportato un volume in aumento del 7 per cento, facendo entrare nelle casse di Microsoft circa 6,7 miliardi di dollari.

Il pacchetto Office è cresciuto del 5 per cento, trainato dal fatturato di Office 365 per le aziende (+54%), mentre le soluzioni consumer si sono fermate a un più 19 per cento. Le sottoscrizioni per l’utente finale sono arrivate a 23,1 milioni, contro i 22,2 milioni del trimestre precedente. La piattaforma Dynamics, che a breve unirà Crm ed Erp, è cresciuta del 6 per cento e i clienti delle soluzioni di enteprise mobility sono quasi raddoppiati anno su anno, toccando quota 33mila, con un installato che invece è aumentato di 2,5 volte rispetto allo stesso periodo del 2015.

 

Fonte: Microsoft

 

Arrivando alle note dolenti, la divisione More Personal Computing ha subìto una flessione del 4 per cento, arrivando a 8,9 miliardi di dollari. A pesare è il business dei telefoni, ormai quasi defunto: il segmento dei cellulari è infatti crollato del 71 per cento, compensato però da una crescita del fatturato delle licenze agli Oem di Windows non-Pro del 27 per cento, superiore all’andamento del mercato dei Pc. Le soluzioni professionali del sistema operativo ha fatto un balzo in avanti di due punti.

Bene ancora le vendite dei dispositivi della famiglia Surface, cresciute del 9 per cento e tirate dai Surface Pro 4 e dai Surface Book. Ma, come confermato dalla dirigenza qualche giorno faa, l’obiettivo di arrivare a un miliardo di device con Windows 10 entro il 2018 è ormai sfumato. Le entrate dalle ricerche e dalle inserzioni pubblicitarie sono infine balzate in avanti del 16 per cento esclusi i costi di acquisizione del traffico. Nell’ultimo trimestre Microsoft ha restituito 6,4 miliardi di dollari agli azionisti tramite distribuzione di dividendi e riacquisto di azioni proprie.