Nuove frontiere già diventate o che diventeranno mainstream. Tecnologie che inizialmente attirano una nicchia di geek o di addetti ai lavori, ma che stanno esplodendo o esploderanno su scala di massa. Le ha descritte Deloitte, una fra le società di consulenza più affermate a livello mondiale, nelle sue annuali “TMT Predicions”, ovvero previsioni sul mondo delle tecnologie, dei media e delle telecomunicazioni. Il dato più generale, che interessa davvero tutti, è quello sull'instant messaging: complice l’esplosione del mobile e app di successo come Whatsapp, ma anche le tante versioni (per Web, smartphone e tablet) di Skype, e ancora complice la chat di Facebook, quest’anno saranno inviati in media 50 miliardi di messaggi istantanei al giorno.

Ovvero più del doppio rispetto al numero di Sms quotidiani, 21 miliardi. L’instant messaging è per lo più gratuito, facile, non invasivo, gestibile da più dispositivi, trasversalmente all’hardware e alle piattaforme software. E risponde alla perfezione a un bisogno di connettività oggi agevolato dai dispositivi connessi, dalle reti WiFi e dal 3G/4G a bordo di smartphone e tablet. In termini di valore saranno gli Sms a fare la parte del leone, generando per i provider un fatturato di circa 100 miliardi di dollari, ovvero circa 50 volte il giro d’affari dell’instant messaging (che pur si lega a forme di guadagno come la pubblicità in-app).

La diffusione degli smartphone nei Paesi sviluppati nel 2013


Smartphone per tutti, ma non sempre smart
Deloitte scommette anche sul soprasso della categoria dei “mini tablet” (comprensiva anche dei phablet) sui quella delle tavolette da più di 7 pollici, con 165 milioni di unità vendute nel primo gruppo del trimestre compreso fra gennaio e aprile, contro i 160 milioni di unità del secondo; i phablet, in particolare, decuplicheranno i volumi rispetto all’anno dell’esordio, il 2012, mentre altra tendenza sarà la crescente adozione degli smartphone da parte dell’utenza “senior”: entro la fine del 2014 un over-55 su due ne possiederà uno, mentre nel 20120 si arriverà a un tasso di penetrazione del 70%.

In ogni caso, quasi tutti gli utenti con più di 55 anni si limiteranno a telefonate ed Sms, senza scaricare (nel 75% dei casi) nemmeno un’applicazione.  Permarrà, dunque, quello che Deloitte chiama “digital divide anagrafico”, fenomeno meno legato al possesso o non possesso di disipositivi all’avanguardia e più alle modalità d’uso.

Inizia l’era dei wearable device
Nati come gadget più sfizioso che utile, con l’avanzare delle tecnologie di produzione (specie quelle di sensori e chip, come il mini-computer Edison presentato da Intel) i dispositivi indossabili sono oggi in una fase esplorativa, ma già mostrano le loro diversificate potenzialità. All’ultima edizione del Ces di Las Vegas l’attenzione era tutta puntata su questa eterogenea categoria di oggetti “intelligenti”, che a detta di Deloitte quest’anno saranno acquistati in 10 milioni di unità, per un valore di 3 miliardi di dollari.

Secondo la società di consulenza, la maggior parte dei ricavi sarà generata dagli “smart glass”, gli occhiali di realtà aumentata lanciati da Google, che nel 2014 dovrebbero raggiungere i 4 milioni di unità vendute a un prezzo medio di 500 dollari. Altri gadget popolari saranno quelli destinati a migliorare la pratica sportiva (“fitness band”) e gli smartwatch, campo i cui finora si sono distinti Sony e Samsung; insieme, queste due categorie venderanno 6 milioni di pezzi, al costo medio di 160 dollari.

“Le Predictions di Deloitte per il 2014”, ha commentato Alberto Donato, partner Deloitte e responsabile italiano Technology, media & telecommunication, “evidenziano la forte evoluzione del panorama tecnologico mondiale e l’impatto sulle nostre abitudini quotidiane. Vivremo in un mondo sempre più digitalizzato, la tecnologia da indossare ci permetterà di vivere una realtà aumentata, utilizzando appositi occhiali multimediali sempre connessi od orologi e braccialetti smart per monitorare le attività sportive che svolgiamo, il nostro stato di salute o addirittura il nostro umore”.


I discussi Google Glass: per alcuni destinati al flop, per altri (come Deloitte) pronti a vendere 4 milioni di pezzi


Sanità più efficiente grazie alla tecnologia
Altra tendenza che inizierà a prender piede con numeri consistenti è quell ache Deloitte chiama “eVisits” e che è un aspetto della telemedicine resa possibile da sistemi di comunicazione video che si appoggiano sia ad apparati fissi, sia a dispositivi mobili e app.

Nel corso dell’anno sranno effettuate circa 100 milioni di visite mediche “virtuali”, che permetteranno di risparmiare 5 miliardi di dollari di mancate trasferte e tempo sottratto ad altre attività. Per proseguire su questa strada, serviranno ovviamente adeguamenti delle normative nazionali sull’erogazione delle prestazioni sanitarie.

Gli ultimi due trend descritti da Deloitte riguardano più propriamente il mondo dei media e degli investimenti pubblicitari. Il primo è la crescita del valore dei i diritti Tv di eventi sportivi, che saliranno del 14% rispetto ai livelli del 2013 arrivando a 24 miliardi di dollari. Il secondo, più interessante dal punto di vista dei consumi tecnologici, è l’introduzione di metodologie ibride di conteggio dell’audience, che terranno conto anche di Pc, tablet e smartphone. Nascerà, insomma, una sorta di “auditel 2.0”, più al passo con i tempi rispetto a quello che considera il solo pubblico televisivo.