La strada italiana dell’intelligenza artificiale dovrà condurre verso una società più innovativa ed evoluta, senza che mai la tecnologia fine a sé stessa abbia il sopravvento sugli interessi delle persone. Si è tornato a parlare di un’intelligenza artificiale “umano-centrica” nelle aule della politica, e più precisamente alla Camera, dove nel suo (secondo) discorso di insediamento il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha ricordato i principi ispiratori della strategia nazionale sull’AI. Ce ne parlano gli analisti di The Innovation Group.

Qualche giorno fa il neo-rieletto Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nel suo discorso di insediamento alla Camera, ha espresso la volontà di rendere l’Italia una “smart nation”, con l’intento di aumentare la competitività e il posizionamento internazionale di un sistema industriale “la cui forza viene universalmente riconosciuta”. Una potenzialità che, secondo le parole del Presidente, merita di essere sfruttata adeguatamente. Tale impegno sembra supportato anche da fatti concreti: la creazione del Ministero dell’Innovazione e della Digitalizzazione indica di fatto la consapevolezza sulla necessità di definire una linea strategica precisa, che permetta all’Italia di utilizzare al meglio le opportunità della trasformazione digitale, cercando allo stesso tempo di colmare il gap con le principali economie europee e mondiali.

Il Presidente Conte ha, inoltre, proseguito il suo discorso sottolineando la necessità per l’Italia di “crescere nella digitalizzazione, nella robotica e nell’Intelligenza Artificiale”. Ed è proprio nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale che lo scorso agosto è stata pubblicata la bozza di una “Strategia nazionale per l’Intelligenza Artificiale”, che fa seguito alle “Proposte per una strategia italiana per l‘Intelligenza Artificiale”, elaborate tra gennaio e giugno 2019 da un gruppo di trenta esperti nazionali. Con la Strategia l’Italia accoglie le misure previste dal Piano coordinato europeo sullo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale “Made in Europe”.

La Strategia si propone il raggiungimento di nove obiettivi, tra i quali aumentare gli investimenti sia pubblici sia privati dedicati all’AI e alle tecnologie correlate, potenziare la ricerca e rafforzare l’offerta educativa, sfruttare al massimo il potenziale di una "data driven economy", promuovere un maggiore utilizzo dell’AI nella Pubblica Amministrazione, per aumentare l’efficienza delle politiche pubbliche e favorire la cooperazione europea e internazionale.

Quali saranno i punti chiave dell’azione di governo, e quali principi ispireranno la strategia di sviluppo tecnologico? L’Italia è in linea con le politiche dell’Unione Europea in materia? La lettura prosegue sul sito di The Innovation Group.