Il 14 gennaio 2020 terminerà ufficialmente il supporto di Windows 7 Service Pack 1, sistema operativo di Microsoft lanciato ormai nel lontano 2009. Per ricordare la scadenza al gran numero di utenti che ancora oggi utilizza la piattaforma (a febbraio, secondo Netmarketshare, la base installata su desktop e laptop era pari al 38,4 per cento di tutto il mercato), il colosso di Redmond ha diffuso ieri un avviso di sicurezza sui Pc. “Dopo 10 anni, il supporto per Windows 7 si sta avvicinando al termine”, recita la nota. L’obiettivo di Microsoft è quello di spingere aziende e utenti finali ad aggiornare al più presto le proprie macchine, anche perché fra meno di 300 giorni il sistema operativo non riceverà più alcuna patch di sicurezza. Gli utilizzatori delle versioni Enterprise che decideranno di non effettuare gli update potranno pagare per ricevere supporto esteso fino al 2023.

Al lancio di Windows 10 nel 2015, Microsoft diede agli utenti un anno di tempo per aggiornare gratuitamente i computer dotati di licenze attive di Windows 7 e 8.1. Evidentemente, soprattutto le aziende hanno preferito mantenere i propri sistemi legacy e prolungare il più possibile il ciclo di vita dei parchi macchine.

Ma Windows 7 non è l’unica versione datata della piattaforma di Redmond a resistere al progresso tecnologico. Pur con quote sensibilmente inferiori, Netmarketshare rileva ancora oggi circa il 10 per cento di Pc che impiegano Windows 8 e 8.1, oltre al “glorioso” Windows Xp: distribuita inizialmente nel 2001, questa release è attiva sul 3,9 per cento di tutti i computer desktop e laptop del mondo.