Dalle alleanze industriali al lavoro sui singoli prodotti. Il secondo giorno della Worldwide Partner Conference di Microsoft porta alla luce una nuova iniziativa che riguarda nello specifico gli apprezzati dispositivi della linea Surface. Dopo aver annunciato una collaborazione con il colosso General Electric per portare i dati dell’Internet of Things su Azure, l’azienda di Redmond si è concentrata ieri su nuove strategie per rinsaldare il legame con i propri partner in tutto il mondo. Ecco quindi che Microsoft offrirà nuove opzioni di sottoscrizioni sia per i Surface sia per Windows 10, dedicate ai clienti enterprise. Innanzitutto, i cloud solution provider e i distributori autorizzati della linea Surface possono vendere i device in modalità “as-a-Service”.

Cosa significa? La gamma di prodotti ibridi del gruppo statunitense sarà disponibile anche con un servizio gestito, come già accade per esempio con altre soluzioni in cloud come Office 365. Inoltre, Microsoft ha ampliato il Surface Multi-National Purchasing Program aggiungendo retailer come Cdw, Insight, Shi e Zones, dando loro la possibilità di offrire ai clienti aziendali i dispositivi Surface e tutta una gamma di accessori.

Ma c’è spazio anche per Ibm e per la società di consulenza Booz Allen Hamilton. Big Blue metterà in campo i propri uomini per creare, tramite l’analisi dei dati, nuove offerte mirate rivolte ai servizi finanziari e per il settore dei beni di largo consumo, mentre Booz Allen Hamilton si concentrerà sul pubblico, sul comparto governativo e sulla sanità. Per quanto riguarda Windows 10, che si appresta a compiere il primo anno di vita, verrà reso disponibile nella release Enterprise E3 tramite il canale Cloud Solution Provider (Csp).

Dal prossimo autunno le organizzazioni potranno sfruttare le licenze del sistema operativo in modalità gestita, con il completo mix di soluzioni di sicurezza, pagando sette dollari al mese per postazione. I partner aderenti al programma Csp potranno così proporre una piattaforma completa e gestita, che comprenderà non solo il sistema operativo ma anche altri prodotti dello stack di Microsoft: nell’elenco si trovano per esempio Office 365, Crm e la famiglia Dynamics.

 

 

L’obiettivo è ampliare così in misura sensibile le opportunità per i partner, spingendo il più possibile sul fronte aziendale per l’adozione di Windows 10. Secondo dati della stessa compagnia statunitense, oltre il 96 per cento dei suoi clienti business stanno testando in modo attivo il nuovo sistema operativo, attualmente in esecuzione su circa 350 milioni di dispositivi in tutto il mondo.