Microsoft è riuscita a ottenere la sospensione della recente sentenza che le imponeva di mettere fine alla vendita di Word, l'elaboratore di testo incluso nella suite Office.

La sentenza era stata emessa in Texas qualche settimana fa, ed era legata a un'ipotesi di violazione di brevetti sui formati XML. Secondo l'ingiunzione, Microsoft deve pagare al detentore del brevetto, la canadese i4i, oltre 200 milioni di euro, e ritirare Word dal mercato.


Word per ora è salvo.

Era il 12 agosto, e il giudice aveva dato tempo fino all'azienda fino alla metà di ottobre. Microsoft aveva però richiesto una sospensione della sentenza e un procedimento d'urgenza per l'appello.

Oggi apprendiamo che la corte ritiene che il colosso di Redmond possa continuare a vendere il suo prodotto, in attesa della sentenza d'appello, prevista per il prossimo 23 settembre, una tempistica davvero fulminea - anche per gli Stati Uniti.

Per il momento, quindi, possiamo affermare che Microsoft ha vinto una battaglia. Resta da vedere se i giudici continueranno o meno nel dare ragione a i4i. Nella peggiore delle ipotesi, tuttavia, Microsoft avrà il tempo di scrivere un aggiornamento per l'applicazione, che risolva il problema. Ed, eventualmente, staccare un assegno sostanzioso.

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