L’annuncio recente della disponibilità di Premium, servizio a pagamento per le videochiamate di gruppo in ambiente Windows, è stato solo l’inizio. Skype, stando a quanto si legge sul Financial Times, è convinta che la propria offerta destinata al mondo delle aziende e dei professionisti può avere un roseo futuro ed ecco quindi investimenti mirati in nuove competenze (leggi ingegneri specializzati, il cui numero è in predicato di aumentare del 50%) con l’obiettivo di sviluppare nuovi servizi e portarli velocemente sul mercato.
Le videochiamate di gruppo: Skype vuole aumentare il business dei servizi a pagamento
In altre parole Skype, e il nuovo Ceo Tony Bates in particolare, manifesta più che serie intenzioni di costruire un vero e proprio business, fatto di sottoscrizioni a pagamento in diverse modalità di abbonamento, sulle chiamate video che tanto stanno andando di moda oggi. La sfida da vincere è però ardua:
oggi la società può a ragione affermare di coprire un quarto del traffico generato dalle telefonate internazionali, di cui il 40% sono chiamate video, ma solo una parte esigua dei suoi utenti, otto milioni sui complessivi oltre 120, pagano per utilizzare i suoi servizi IP. Tanto che il giro d’affari di Skype è oggi nell’ordine dei 400 milioni di dollari l’anno, con profitti netti di circa 13 milioni.
Per questo serve una decisa accelerata ed è quella per l’appunto che vuole dare Bates. Per prima cosa aumentando considerevolmente la forza lavoro (
attualmente circa 850 persone, con buona parte degli ingegneri attivi in Estonia) con il preciso intento di mettere a sgobbare la maggior parte dei neo assunti (circa 400 in totale) nella Silicon Valley, nel cuore dello sviluppo tecnologico made in Usa.
Se il primo obiettivo di Skype è quello di essere presente sul più ampio numero possibile di piattaforme, sognare non costa nulla e il sogno di Bates è il seguente: “
far comunicare con Skype miliardi di persone. Non vedo perché non dovremmo riuscire a raggiungere l’intero pianeta”.