Qualcomm prova a “fare la pace” con la Corea del Sud e fa i conti con il primo trimestre dell’anno fiscale 2018. L’azienda ha annunciato la sottoscrizione di un nuovo accordo di cross-licensing con Samsung, che espande la collaborazione già in essere, sui dispositivi mobili e sulle soluzioni di networking. Come prima conseguenza del deal, il gruppo sudcoreano ha deciso di non partecipare più all’udienza di appello che Qualcomm dovrà affrontare presso l’Alta Corte di Seul, la quale deciderà sull’esecutività della multa di 850 milioni di dollari stabilita dalla South Korean Fair Trade Commission. A fine 2016 l’authority del Paese aveva sanzionato il chip maker californiano per aver violato la normativa antitrust nell’ambito della concessione delle licenze tecnologiche ai propri partner. Un’accusa analoga a quella avanzata dai regolatori di altri Paesi. Secondo molti osservatori, l’accordo con Samsung potrebbe ora contribuire ad ammorbidire le posizioni della corte di Seul.

Pur non entrando nello specifico sui termini della collaborazione, le due aziende hanno sottolineato che lavoreranno insieme per stabilire “una relazione strategica pluriennale”, toccando fra i vari temi anche la transizione al 5G (uno dei temi più caldi per il 2018 e il 2019). E un ambito su cui Qualcomm si sta ovviamente preparando da tempo, sul fronte tecnologico ma anche su quello delle partnership.

Pochi giorni fa Lenovo, Xiaomi, Oppo e Vivo hanno siglato un memorandum d’intesa con il chip maker, impegnandosi all’acquisto di almeno due miliardi di dollari di componenti Rf Front End entro i prossimi tre anni. Per questa categoria della propria offerta, Qualcomm può già vantare clienti come Samsung, Google, Htc, Lg e Sony Mobile.

Nel frattempo l’azienda di San Diego ha pubblicato i conti del primo trimestre per l’anno fiscale 2018 e i numeri sono superiori alle attese. Come la maggior parte delle società a stelle e strisce, anche il vendor californiano ha accusato il colpo della riforma fiscale varata dall’amministrazione Trump, che prevede una forte tassazione una tantum sui ricavi generati all’estero e sul rientro in patria dei capitali. Complessivamente, Qualcomm ha iscritto a bilancio una perdita di 6 miliardi di dollari (pari a una perdita per azione di 4,03 dollari) su un fatturato di 6,1 miliardi. Il giro d’affari è cresciuto anno su anno di un punto percentuale.

Il “rosso” della società è dovuto però anche alla multa da 1,2 miliardi di dollari della Commissione Europea, sanzione inflitta da Bruxelles per abuso di posizione dominante e inerente a una serie di accordi stipulati in passato fra il gruppo e Apple. Qualcomm ha annunciato appello presso la Corte di giustizia dell’Unione Europea.

 

 

A causa dell’impatto della disputa legale con Cupertino, la quale ha sospeso da quasi un anno i pagamenti delle royalty ai propri fornitori licenziatari di Qualcomm, per il secondo trimestre consecutivo il gruppo di San Diego ha riportato introiti legati alle licenze (gestiti dalla divisione Qlt) in netto calo. I ricavi sono infatti scesi del 28 per cento anno su anno e il vendor si aspetta che la situazione non cambierà fino a quando la battaglia giudiziaria non avrà fine. Le consegne di chip Msm sono invece cresciute di nove punti a 237 milioni.

La società è inoltre impegnata su altri due fronti: l’acquisizione ostile di Broadcom, che nelle ultime settimane ha infiammato le cronache economiche, e la chiusura dell’acquisizione di Nxp. Nel primo caso i rapporti fra le due realtà non sono molto amichevoli, in quanto Broadcom a novembre aveva messo sul piatto 130 miliardi di dollari per l’acquisizione. Un’offerta rifiutata da Qualcomm, perché “sottostima il valore della compagnia”.

A dicembre Broadcom ha poi inviato una lettera agli azionisti del chip maker di San Diego per spingerli a sostituire in blocco il board con candidati indicati dalla stessa Broadcom. Una richiesta che ha subito registrato l’ovvia opposizione di Qualcomm, la quale ha esortato gli shareholder a “procedere con la rielezione del consiglio altamente qualificato per evitare l’acquisizione” da parte del gruppo di Irvine.

Per quanto riguarda infine l’operazione sull’olandese Nxp, Qualcomm dovrebbe chiudere l’accordo da 38 miliardi di dollari nei prossimi mesi. Al momento manca soltanto il via libera dell’authority cinese, mentre hanno dato l’ok tra gli altri Usa, Unione Europea e Corea del Sud, grazie anche a diverse concessioni previste dal vendor soprattutto in materia di brevetti.