La corsa per accaparrarsi i talenti, e con essi le migliori probabilità di crescita aziendale, è iniziata. È pronta a scommetterci Modis, società del Gruppo Adecco specializzata nel recruiting in ambito It, e lo racconta in un white paper che esplora gli scenari futuri del mondo del lavoro in relazione alla tecnologia. Il presente già ci racconta molto: non solo i professionisti dell’Ict, ma anche chi opera in tutt’altra area aziendale ormai richiede di poter sfruttare la mobilità, le interazioni social, gli strumenti cloud per essere più produttivo ma anche, in sostanza, libero di lavorare come, dove e quando vuole. Discorso tanto più vero se si parla della generazione dei “Millenium”, i nativi digitali dell’era 2.0.


Uno dei punti centrali dello studio è lo squilibrio fra la domanda e l’offerta di competenze Ict di alto profilo. In particolare quattro trend emergenti fanno sì che questo squilibrio vada accentuandosi negli anni a venire: il mobile, gli analytics predittivi, la sicurezza e l’healthcare digitale. Il 2014, a detta di Modis, segnerà uno spartiacque fra le aziende che riusciranno a portarsi in casa competenze adeguate in merito a questi quattro elementi, e quelle che non ci riusciranno. E da qui al 2020, secondo le stime, il tasso di occupazione nel settore Ictr crescerà del 22%.

Un mondo mobile
Meno di dieci anni fa, le uniche “app” possedute dai telefoni cellulari più evoluti erano una calcolatrice, un client per i messaggi Sms, una manciata di giochi e, nei migliori dei casi, la posta elettronica. Incredibile pensare all’evoluzione di questo settore: negli Stati Uniti, il 56% della popolazione adulta possiede un smartphone (il dato è di Pew Research) e passa in media due ore al giorno interagendo con le app. L’industria delle applicazioni mobili, da che è nata, ha generato oltre 500mila posti di lavoro e vale oggi 25 miliardi di dollari, con la prospettiva di un quasi raddoppio, a 46 miliardi, nel giro di soli due anni.

A detta di Modis, investire in quest’ambito ripagherà certamente. Le figure chiave da cercare sono quelle degli application & software engineer, in grado di creare (da soli o più spesso all’interno di un team) tecnologie per lo sviluppo di nuove applicazioni. Ma anche  in grado di personalizzare la user experience per dipendenti o clienti, di installare patch di sicurezza, di assicurare il buon funzionamento dei software e di stimolare la creazione di nuove funzioni. I benefici ricadono su diverse aree di business, dai servizi alle vendite, fino al marketing e all’advertising.

Altre figure chiave, in ambito mobile, sono gli analisti e gli amministratori di database, purché con conoscenze nel cloud, e poi ancora i business data analyst e i data architect. Tra le singole competenze messe in risalto da Modis figurano la programmazione e nozioni di statistica.


Saper predire è un vantaggio di business
Nel 2012, secondo i dati di eMarketer, le aziende hanno speso oltre 37 miliardi di dollari in digital advertising, e il 17% in più nel 2013. Il successo dell’online marketing è legato a una variabile: la probabilità che l’utente reagisca in modo positivo ai messaggi, prodotti e servizi che gli vengano proposti.  E dunque riuscire a predire questa probabilità significa guadagno.

In quest’ambito, come per il mobile, le skill da accaparrarsi non sono poche. Le figure più richieste nel prossimo futuro saranno l’analista di database warehouse e i redattori di database report, entrambe utili per sintetizzare e trasformare i dati (sui prodotti e sui clienti) in raccomandazioni strategiche per le campagne di marketing. Il terzo profilo interessante è quello del business intelligence specialist, un esperto in grado di interpretare numeri ed eventi per trarne indicazioni di business.


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