La possibilità di manipolare la mente umana, ampliandone le capacità o modificandone la struttura, è un tema largamente esplorato da Hollywood ed è il punto cardine di diversi film di fantascienza. Ma una startup statunitense ha intenzione di portare il mondo del cinema nella realtà. Per soli diecimila dollari Nectome, questo il nome della giovane azienda fondata da due ex studenti del Mit di Boston, promette di preservare per sempre il cervello di una persona salvandone tutte le informazioni in cloud. Con un processo molto simile alla criogenia, che consiste nell’inoculazione nel cervello di una sostanza imbalsamante tramite l’arteria carotide, i ricercatori sostengono che sia possibile collegare la “mente” di una persona a un computer e salvarne i dati.

In questo modo, fra un centinaio di anni gli scienziati del futuro potranno utilizzare le nuove tecnologie per leggere queste informazioni e per creare avatar in grado di interagire con gli esseri viventi. C’è solo una controindicazione: la procedura è fatale. Per assicurare l’integrità dei dati è fondamentale che al momento dell’iniezione il cervello sia in condizioni ottimali e, di conseguenza, che il suo proprietario sia ancora in vita.

Per questo Nectome sta cercando volontari, soprattutto fra i malati terminali, che vogliano aderire al protocollo prima di lasciare questo mondo tramite l’eutanasia. La ricerca della startup si sta concentrando soprattutto in quegli Stati americani, come la California, dove è in vigore l’End of Life Option Act, una norma che legalizza il suicidio medicalmente assistito. E, al momento, sono già 25 le persone che si sono aggiunte alla lista d’attesa.

Fra cui il 32enne Sam Altman, presidente dell’incubatore Y Combinator e cofondatore insieme a Elon Musk dell’organizzazione non profit OpenAi. Altman è convinto che in futuro la mente umana possa essere mappata e digitalizzata, proprio come si fa oggi con un documento, per essere poi salvata totalmente in cloud. L’idea di Nectome sta già sollevando diverse polemiche e opinioni contrastanti sul versante etico-filosofico, ma i ricercatori hanno confermato di non voler tentare di riportare in vita i defunti. Niente zombie per ora.

I dettagli del processo di imbalsamazione sviluppato dalla startup verranno svelati la prossima settimana, spiega il Mit Technology Review, ed entro il 2024 Nectome vuole arrivare a una simulazione perfettamente funzionante di una “rete neurale biologica”. Un’ultima cosa: nel caso in cui decideste di aggiungervi alla lista e di pagare i diecimila dollari, sappiate che potrete ripensarci in ogni momento e ricevere il rimborso della somma versata. A patto, però, di fermare in tempo la mano e la siringa del medico.