La sentenza di colpevolezza per il robottino non è ancora stata emessa, ma Android sembra sempre più vicino a dover pagare (o meglio, a costare a Google) una multa miliardaria. L'antitrust della Commissione Europea starebbe per esprimersi in favore di una sanzione pecuniaria, a valle di un'indagine in corso da tempo per sospetto abuso di posizione dominante e pratiche commerciali scorrette. Così ha svelato il Wall Street Journal citando le solite fonti confidenziali, secondo cui la multa ammonterà a “diversi miliardi di euro”, superando la cifra di 2,4 miliardi richiesta l'anno scorso sempre dalla Commissione Europea.

 

Anche in quel caso l'indagine riguardava un presunto abuso di posizione dominante, relativamente però al servizio di comparazione prezzi di Google, Shopping, le cui pratiche danneggerebbero la concorrenza. Questa volta l'accusato è Android: il sistema operativo verrebbe usato da Big G come cavallo di Troia per portare applicazioni e servizi quali Maps, Gmail, YouTube, Chrome e Search sugli smartphone dei vari produttori, di fatto obbligati a preinstallarli. Così facendo, Google danneggerebbe sia la concorrenza, sia la libertà di scelta degli Oem, sia la libertà di scelta degli utenti.

 

Vero è che nulla vieta ai possessori di smartphone Android di installare e usare delle alternative per navigare, fare ricerche Web, ottenere percorsi e navigazione Gps, leggere la posta elettronica o guardare video. E tuttavia il favoritismo di cui godrebbero le applicazioni già presintallate e meglio integrate nel sistema operativo è un elemento tutt'altro che neutrale. Basti pensare che per l'analoga, anzi forse meno rilevante questione del “ballot screen” in passato Microsoft era stata multata e costretta a modificare il modo in cui veniva suggerito il browser da avviare sui dispositivi Windows.

 

A detta delle fonti, la multa sarà probabilmente inferiore ai 10 miliardi di dollari, ma viaggerà comunque su cifre molto importanti. L'antitrust guidato da Margrethe Vestager, inoltre, potrebbe imporre alla società di Mountain View alcune modifiche nelle citate pratiche di vendita e distribuzione del suo sistema operativo. Forse, è lecito ipotizzare, potrebbe obbligarla a smettere di imporre agli Oem la preinstallazione delle app di Google sui telefoni Android.