29/03/2011 di Redazione

NASA senza protezione: hacker liberi di agire

Una relazione sulla rete informatica della NASA ha rivelato che almeno sei server contenevano vulnerabilità che potevano essere sfruttate dagli hacker per compromettere le attività dell'agenzia aerospaziale. I buchi della sicurezza erano già stati identif

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La rete dei computer della NASA è aperta ad attacchi di hacking potenzialmente catastrofici, questo il monito il suo ispettore generale Paul Martin. In una relazione il dirigente ha sottolineato che sei server contenenti dati critici e attualmente in uso per il controllo dei veicoli spaziali contenevano vulnerabilità che potevano consentire agli hacker di prendere il controllo del sistema.

Non solo, stando a quanto scritto nel report, "una volta all'interno della rete dell'Agenzia, gli hacker potrebbero utilizzare i computer compromessi per sfruttare le debolezze degli altri, arrivando persino a ridurre notevolmente o a compromettere le operazioni della NASA". Inoltre, sono stati rilevati dei server di rete che identificavano le chiavi di crittografia, le password criptate, e le informazioni sugli account utente."

Martin ha criticato la NASA per avere omesso di valutare e gestire questi rischi, e per non avere assegnato a nessuno la responsabilità di supervisionare sulla sicurezza.

Sei server contenenti dati critici e attualmente in uso per il controllo dei veicoli spaziali contenevano vulnerabilità che potevano consentire agli hacker di prendere il controllo del sistema

Quello che è ancora più sconvolgente è che tutte queste informazioni erano già state segnalate nella precedente relazione di Martin, che risale a maggio dello scorso anno, ma l'Agenzia aerospaziale statunitense non ha fatto nulla per migliorare la sua sicurezza.


Solo oggi la NASA ha assicurato che prenderà provvedimenti atti a fare in modo che, entro settembre, i computer con accesso a Internet siano continuamente controllati. Inoltre, entro l'estate dovrebbe essere messo a punto un progetto per la valutazione dei rischi. Linda Cureton, chief information officer della NASA, ha assicurato che "come rilevato nel rapporto dell'OIG, la NASA ha risanato tutte le vulnerabilità ad alto rischio rilevate nel corso di questo controllo".

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