Un termostato smart che “riconosce” il padrone di casa e che imposta la temperatura a lui gradita per accoglierlo al suo rientro. Oggetti come questo, da Nest in poi, non sono più fantascienza ma il mondo dell'Internet of Things resta ancora oggi tappezzato di sfide da vincere. Una è quella delle interfacce, che sempre più dovranno diventare se non “trasparenti”, almeno intuitive e facili da utilizzare. L'approccio oggi più usato nella programmazione è il cosiddetto "if-this-then-that", cioè quello che associa una circostanza a una conseguenza, con un legame causa/effetto. Questo metodo ha però dei limiti, come il fatto di dover prevedere delle istruzioni piuttosto specifiche e di doverle impostare per ciascun oggetto connesso di una rete domestica. Per esempio, con l'Ifttt non si possono creare regole generiche del tipo “Se un elettrodomestico ha un guasto, mandami una notifica”, ma è necessario creare molte regole simili per ogni elettrodomestico; inoltre, gli utenti devono abilitare esplicitamente i servizi prima di poterli usare e ciò preclude la possibilità di interagire con servizi che la persona non conosce (per esempio, le app di trasporto intelligente di una smart city).

Il Politecnico di Torino sta lavorando in questo senso con un progetto che mira a realizzare sia le interfacce, sia il sistema di intelligenza artificiale, sia le infrastrutture che possano concretizzare nuovi sistemi di domotica e IoT più user-friendly e facilmente personalizzabili. Un primo frutto di questo lavoro è EuPont, una tecnologia (di cui ha parlato anche il magazine della Ieee Computer Society) messa a punto dal gruppo di ricerca del Dipartimento di Automatica e Informatica coordinato dal professor Fulvio Corno, da Luigi De Russis e da Alberto Monge Roffarello.

Si tratta di una sorta di “vocabolario” per la programmazione semantica, che permette agli utenti di raggiungere i propri scopi “con un minor numero di regole di livello più alto e adattabili a diversi contesti” e a oggetti e servizi IoT. Che cosa si intenda in merito alle “regole”, anche per i non addetti ai lavori, lo si capisce attraverso un primo esempio di piattaforma di programmazione realizzata sulla base di EuPont. YouRule, questo il nome della piattaforma, consente di programmare il funzionamento degli oggetti smart in modo semplice ma allo stesso tempo ottenendo risultati personalizzati sul singolo utente.

Tramite smartphone, interagendo con le classiche icone e voci di menu di un'app, diventa possibile definire una data regola che attiva un comportamento dell'oggetto connesso: per esempio, si può fare in modo che un termostato porti la temperatura di casa su un certo livello quando il telefonino dell'utente varca l'uscio. Una volta programmati i comportamenti che si desiderano ottenere, non sarà più necessario ripetere di volta in volta le istruzioni per determinare un risultato.