Catena di blocchi e criptovalute bussano ufficialmente alla porta del Congresso statunitense. È nata la Blockchain Association, primo gruppo di pressione del settore per portare a Washington gli interessi di startup, fondi e imprenditori che gravitano attorno a questo giovane mercato. La lobby è guidata da Kristin Smith, ex assistente al Congresso della senatrice Olympia J. Snowe e collaboratore del retailer online Overstock.com, che nell’ormai lontano 2014 iniziò ad accettare pagamenti in bitcoin. Fra i principali esponenti della Blockchain Association spiccano Coinbase, uno dei più famosi exchange di criptovalute; Circle, la nota applicazione per il trasferimento di denaro e diversi fondi specializzati nel mercato delle monete virtuali come Digital Currency Group e Polychain Capital.

Fra i primi obiettivi del gruppo di pressione, come riporta il Washington Post, c’è quello di stabilire un contatto con il legislatore e il fisco per arrivare eventualmente alla definizione di nuove policy, che aiutino blockchain, bitcoin e simili a uscire dal mondo di mezzo in cui ancora oggi sono confinati. Pur essendo lontano dai picchi della fine del 2017, il mercato delle criptovalute capitalizza oggi circa 200 miliardi di dollari ed è guardato con interesse anche dalle banche d’investimento.

Ma è opinione comune che, per essere realmente accettate dalla finanza tradizionale e dal grande pubblico, le operazioni sulle monete virtuali debbano essere prima regolamentate per ridurre gli evidenti fenomeni speculativi e i rischi di frode. “Fra le priorità, ci sarà la discussione su come vengono trattate le criptovalute all’interno della legge fiscale statunitense, spiegando al legislatore come i regolamenti antiriciclaggio e know-your-customer possano applicarsi al settore”, ha scritto il Wp.

“Non siamo aziende che cercano di giocare d’azzardo, ma vogliamo provare a sviluppare un sistema regolatorio legale che duri nel tempo”, ha spiegato Mike Lempres, chief legal and risk officer di Coinbase.