Ha trasformato gli smartphone in comodi sistemi di navigazione stradale, ma è ancora assurdamente “goloso” di batteria. Fortunatamente, il Gps a bordo dei dispositivi mobili potrebbe presto diventare più amico dell'efficienza energetica grazie a una nuova tecnologia di Broadcom che permetterà ai futuri telefoni di ricevere le coordinate geografiche necessarie a servizi come Google Maps e Waze, senza però pesare eccessivamente sui consumi. Un dettaglio sempre più importante, perché se da un lato le batterie incluse nei dispositivi mobili diventano più grandi e capaci, dall'altro aumentano le dimensioni, la luminosità e le risoluzioni degli schermi, primo fattore penalizzante sull'autonomia degli smartphone.

Identificato dalla sigla BCM47755, si tratta di una piattaforma che accorta un ricevitore Gnss (Global Navigation Satellite System) e un sensore dual-core Arm CM4-CM0. Per dirla più banalmente, si tratta di un chip Gps. Già entrato in produzione su lotti limitati e atteso sui primi telefoni nel 2018 (Broadcom non ha fatto nomi di produttori o modelli), migliorerà non solo l'efficienza energetica di circa il 50% rispetto a precedenti sistemi Gnss, ma anche la precisione dei sistemi di geolocalizzazione. Dagli attuali cinque metri, il margine di errore si ridurrà a soli 30 centimentri

Tale progresso si tradurrà sulle applicazioni di navigazione turn-by-turn, che diventeranno più accurate e reattive nel dare istruzioni e che – combinandosi con i sistemi di rilevamento del traffico – potranno prevedere più precisamente l'ora di arrivo a destinazione stimata. Tutto ciò è reso possibile, fra le altre cose, dalla capacità di elaborare i segnali trasmessi su due frequenze di banda, L1/E1 ed L5/E5.

L'aggiunta della frequenza di banda L5 rappresenta un'importante pietra miliare dal punto di vista tecnico”, ha commentato Samuel McLaughlin, analista di Abi Research.Una volta incorporata negli smartphone, questa tecnologia permetterà agli sviluppatori di sfruttare le informazioni di localizzazione a livello di corsi stradale, abilitando nuove interessanti applicazioni”. Secondo studi di Abi Research, attualmente il 90% degli automobilisti utilizza uno smartphone come sistema di navigazione, anziché affidarsi a un dispositivo dedicato tradizionale.