14/11/2011 di Redazione

Nella Legge di Stabilità la banda larga è sparita

Prima il Senato e poi la Camera hanno approvato il maxi emendamento per risollevare i conti pubblici. Il piano per lo sviluppo delle connessioni ulta veloci, presente nella bozza, non c’è più. Si salva la Posta Elettronica Certificata, che verrà adottata

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La notizia, ormai nota a tutti, ha riempito nel week end tutti i notiziari televisivi e online. Camera e Senato hanno approvato in via definitiva i disegni di legge recanti le disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato. La legge di stabilità 2012 è quindi passata e con essa il tanto discusso maxiemendamento che dovrà rimettere in sesto i conti pubblici.

Renato Brunetta


A molti, però, è forse sfuggito come dalla Legge sia stato eliminato ogni riferimento allo sviluppo delle connessioni veloci a Internet, che invece era presente nella prima bozza nella voce "Progetto strategico nazionale per la banda larga e ultralarga". Il pressing esercitato dalle Associazioni dei consumatori (Altroconsumo in testa) e degli operatori telco (attraverso l’Asstel) non hanno quindi prodotto effetti. “Sarebbe singolare che in una manovra espressamente dedicata a misure per la crescita, si puntasse solo su opere viarie, tagliando fuori quelle destinate alla costruzione delle infrastture digitali del Paese, da cui dipendono la crescita, la produttività e la competitività del nostro sistema economico, l'occupazione e la modernizzazione della PA” aveva dichiarato in proposito Stefano Parisi, numero uno del consorzio che fa capo a Confindustria.

Di piani ad ampio respiro per la banda larga, come prevedibile del resto, nella Legge di Stabilità non c’è traccia – e non ci sono neppure le richieste defiscalizzazioni per gli investimenti nelle infrastrutture di rete - e l’unica iniziativa contenuta nel maxi-emendamento riguarda l’introduzione della PEC nel processo civile: una soluzione che dovrebbe velocizzare le comunicazioni tra le parti in causa e ridurre drasticamente i costi di spedizione e della carta.

La connessioni ultra veloci per tutti, dunque, restano almeno per il momento un sogno. Possono sorridere invece a Milano, dove Telecom Italia e Metroweb (alle cui spalle c’è il fondo F2i presieduto da Vito Gamberale), poseranno fibra ottica all'interno di circa 36mila edifici con l’obiettivo di fornire infrastrutture ultra broadband agli Internet provider, su cui ricadrà la responsabilità dell’ultimo collegamento. Lo ha annunciato ufficialmente il Cda di Telecom venerdi scorso, in occasione della presentazione dei risultati dei primi nove mesi dell’esercizio.

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