Tracciare le attività online dei ragazzini under 13 per fini di marketing può costare caro. Basta chiedere ad aziende di giocattoli come Mattel che, insieme a Viacom e Jumpstart sono state multate da una corte di New York con un’ammenda di 835mila dollari per aver infranto il Children’s Online Privacy Protection Act (Coppa). Anche Hasbro rientra nella lista dei “colpevoli”, ma la società non dovrà pagare la multa. Si tratta di una legge entrata in vigore nel 1998 che proibisce esplicitamente di raccogliere informazioni personali degli under 13, come nome e indirizzo mail, durante la navigazione dei ragazzini su siti Web creati appositamente per loro. Come, appunto, quelli di giochi e videogiochi. Il Coppa è stato poi rivisto nel 2013 con l’aggiunta di altre informazioni “inviolabili”, tra cui gli indirizzi Ip e il divieto di utilizzare cookie di vendor di terze parti.

La decisione, che è stata presa da Eric T. Schneiderman, attorney general dello stato di New York, è il frutto di un’indagine durata due anni e rinominata “Operation Child Tracker”: “la prima del suo genere” condotta dall’ufficio del funzionario legale newyorchese. Tra i siti “incriminati” si trovano quelli dei canali televisivi Nick Jr. e Nickelodeon (Viacom), quelli di giocattoli come Barbie e Hot Wheels (Mattel) e dei Transformers (Hasbro).

“Gli adulti sono più maturi dal punto di vista cognitivo sui possibili inconvenienti che derivano dal visitare un sito”, ha spiegato un portavoce dell’ufficio dell’avvocatura generale dello stato di New York alla testata Cnet. “I dodicenni non hanno ancora questa capacità. Il Congresso deve riuscire a proteggerli di più”.