È durata soltanto due anni la storia d’amore fra Nokia e l’healthcare. L’azienda finlandese ha annunciato la decisione di rivendere gli asset di Withings, società francese specializzata in applicazioni e dispositivi per il monitoraggio della salute, al suo proprietario originale nonché fondatore, Éric Carreel. Acquistata nel 2016 per circa 170 milioni di euro, Withings doveva diventare il braccio armato del gruppo scandinavo nel campo della salute digitale, grazie ai suoi smartwatch e device indossabili per il monitoraggio delle attività fisiche, contapassi, misuratori di pressione del sangue, termostati smart, bilance sofisticate che distinguono fra massa muscolare e massa grassa, tutti di pregevole design. Ma qualcosa deve essere andato storto se Nokia, a distanza di soli due anni, ha deciso di fare dietrofront.

Secondo quanto dichiarato dal gruppo, la dismissione del business fa parte del progetto di diventare una società B2B pura, con il duplice obiettivo di concentrarsi sulla vendita di soluzioni aziendali e sui contratti di licenza. Quel che è certo è che il business di Withings si concilia ben poco con questi progetti, senza contare che il giro d’affari della compagnia francese è relativamente piccolo se confrontato con quello dell’ormai ex casa madre.

La divisione healthcare nel 2017 ha infatti generato ricavi per 52 milioni di euro, contro i 23,2 miliardi di Nokia, e il suo destino sembrava segnato da tempo. A febbraio era circolato sul Web un appunto di Kathrin Buvac, chief strategy officer della società finlandese, che metteva nero su bianco le difficoltà incontrare da Withings (ribattezzata Nokia Digital Health).

“Invece che innamorarci e basta della nostra tecnologia dovremmo essere onesti con noi stessi”, aveva scritto Buvac. “Al momento non vediamo un percorso per rendere questo business un componente centrale per una realtà come Nokia. Digital Health ha faticato a crescere e a soddisfare le nostre aspettative”. Le parole della dirigente avevano innescato subito una girandola di speculazioni, oltre che di corteggiatori: ricostruzioni di stampa puntavano a Google e Samsung fra i potenziali acquirenti. Nokia ha invece scelto di fare tornare Withings all’ovile, fra le braccia di chi la fondò nel 2008.