Google è di nuovo nei guai in Europa per il sospetto di non rispettare la libera concorrenza. L’antitrust della Commissione Europea avrebbe avviato una nuova indagine formale, la terza, nei confronti di Alphabet ovvero della holding che raggruppa Google Inc. e altre società controllate. Il condizionale si deve al fatto che non esistono conferme ufficiali, ma solo indiscrezioni provenienti da fonti confidenziali del Wall Street Journal, secondo cui in tempi rapidi, forse già a luglio o agosto, l’organismo watchdog dell’Ue potrebbe presentare il terzo capo d’imputazione “riguardante la sua posizione dominante nell’advertising”.

Le altre due indagini in corso riguardano, nell’ordine di apertura, presunte pratiche non rispettose dei principi della concorrenza sulle ricerche Web e su singoli servizi (come Maps), e poi la gestione dei rapporti con gli Oem che utilizzano Android. La prima è in corso ormai da anni e ricalca precedenti accuse, poi decadute, della Federal Trade Commission statunitense, mentre la seconda è stata avviata lo scorso aprile.

L’investigazione sul sistema operativo mobile, in particolare, riguarda alcune condizioni che l’azienda californiana imporrebbe ai produttori di smartphone e tablet e in particolare gli accordi di esclusiva sulle app da preinstallare sui loro modelli. Obbligando a comprare l’intero pacchetto di applicazioni Google oppure chiedendo di non preinstallare servizi alternativi della concorrenza, Mountain View otterrebbe vantaggi notevoli grazie alle inserzioni pubblicitarie interne alle app.

Ricordiamo anche che, per una delle due imputazioni di alterazione dei principi di concorrenza (sul Web e su mobile), qualche settimana fa fonti confidenziali del Telegraph avevano parlato di una multa miliardaria in arrivo durante l’estate. L’ipotesi è quella di una richiesta da 3 miliardi di euro.