Anche Novell interviene sul caso Wikileaks, con un approccio decisamente diverso rispetto a quello di altre aziende che abbiamo visto fino ad ora. Non servono software o soluzioni nuove, né è utile limitare la libertà d'azione dei lavoratori. Il problema è sempre la variabile umana, e per gestirla ci sono già tutti gli strumenti necessari, basta usarli nel modo giusto. O almeno usarli.
Novell
"Malizia umana, incompetenza tecnologica e stupidità generalizzata giocano un ruolo importante in questa situazione. E’ certamente molto difficile andare contro la natura umana, ma non è impossibile utilizzare la tecnologia per prevenire e ridurre al minimo questi disagi", sono le incisive parole scelte dal colosso del software. Dire che si spara ad altezza uomo è quasi una traduzione letterale.
Alcune aziende stanno cavalcando l'onda del momento per farsi conoscere e vendere soluzioni di protezione dati ad hoc (Boole Server, per fermare Wikileaks sul nascere). Novell però ricorda che le soluzioni esistono già, e ricadono nella categoria degli Identity Management.
"È chiaro che se le policy base di sicurezza fossero state applicate, i danni sarebbero stati ridotti al minimo", continua il comunicato stampa parlando del caso Wikileaks. "se la tecnologia fosse stata utilizzata in modo corretto l’identità del ladro sarebbe stata svelata in pochi minuti", e invece ci sono ancora diversi dubbi su chi siano i responsabili della fuga d'informazioni.
La soluzione trovata, si spera momentanea, è semplicemente inaccettabile. Si vuole bloccare la copia su CD o USB, ma così non si fa altro che rendere la vita più difficile ai lavoratori. "La legittima condivisione dei dati è un requisito fondamentale, soprattutto in ambito militare, e non dovrebbe essere limitata. Quello che le aziende ed altre organizzazioni devono fare è implementare tecnologie che riguardano la sicurezza e rinforzare e applicare policy che siano in grado di ridurre in maniera significativa i rischi di perdita dei dati".
O, in altre parole, al furto delle pecore si risponde mettendo le manette ai pastori, senza pensare che così il latte inacidirà e la lana potrebbe finire per infeltrirsi.