Apple chiude nuovamente i rubinetti: dallo scorso marzo i costruttori partner di Cupertino non stanno più percependo le royalty relative ai brevetti di proprietà di Qualcomm, causando così un significativo ammanco nelle casse del costruttore di chip. Come risultato, l’azienda ha comunicato una riduzione dei ricavi previsti nel corso del terzo trimestre dell’anno fiscale, che si chiuderà a giugno: dai 6,1 miliardi di dollari massimi attesi si è scesi a 5,6 miliardi. I partner tecnologici della Mela, come Foxconn, pagano periodicamente a Qualcomm delle royalty in merito alle tecnologie implementate nei cellulari. Tra questi risultano però anche brevetti, cosiddetti essenziali, che coprono servizi fondamentali e basilari che garantiscono, ad esempio, la connettività degli smartphone. E sono proprio questi brevetti al centro della disputa al calor bianco fra Apple e Qualcomm, che si sta trascinando da settimane.

La Mela aveva infatti già sospeso i pagamenti diretti al chip maker, ma questa nuova mossa ha decisamente fatto infuriare Qualcomm, che ha affidato all’executive vice president Dan Rosenberg una dura risposta: “Apple continua a interferire con i nostri contratti. Ora in modo unilaterale ha dichiarato inaccettabili le condizioni generali di contratto, gli stessi termini applicati per un decennio ad iPhone e iPad con connettività”.

Rosenberg ha parlato anche di “attacco globale” da parte della Mela alla propria azienda: secondo la visione di Qualcomm, Cupertino starebbe mettendo il naso anche in una serie di accordi in cui formalmente non c’entra nulla. Quelli, appunto, con i costruttori partner. Da parte sua, Apple ha confermato l’interruzione dei pagamenti, ribadendo che la sospensione continuerà fino a quando la controversia legale non sarà risolta.

“Abbiamo cercato di contrattare un accordo di licenza con Qualcomm per oltre cinque anni, ma loro hanno rifiutato di negoziare termini equi”, ha spiegato l’azienda. “Senza un parametro da cui partire per determinare quanto dovuto abbiamo sospeso i pagamenti, fino a quando l’ammontare non verrà stabilito da una corte. Come già detto in passato, le richieste di Qualcomm sono irragionevoli”.

 

 

Alla notizia il titolo del chip maker è crollato di diversi punti, per poi risalire nuovamente (dall’inizio della contesa le azioni hanno però perso il 17 per cento): i mercati sono andati in fibrillazione perché Qualcomm genera gran parte del proprio fatturato in base alle licenze e Apple è ovviamente uno dei suoi principali “clienti”. Insieme a Samsung genera circa il 40 per cento dei ricavi del produttore di chip. Secondo una stima di Stacy Rasgon, analista di Bernstein, le royalty dovute dai partner di Cupertino a Qualcomm sarebbero di 10 dollari per ogni iPhone venduto.

Durante il primo trimestre del 2017, la Mela avrebbe venduto dai 50 ai 55 milioni di cellulari. I conti sono presto fatti. E ora? “Dal momento in cui le parti in causa si sono trincerate è difficile vedere una risoluzione al problema”, ha commentato Rasgon alla Reuters. “Crediamo che la situazione possa solo peggiorare”.