13/04/2012 di Redazione

Nuovi domini: c'è un intoppo, spostata la deadline

L'Icann ha temporaneamente sospeso le richieste per ottenere domini di primo livello personalizzati per brand e aziende, a causa di un’anomalia tecnica nel sistema di registrazione. Nuova tegola per un’iniziativa accolta fra le polemiche ma che ha già att

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Il cambiamento ci sarà, bisogna solo aspettare un po’ più del previsto: l’organismo di controllo per la registrazione degli indirizzi internet, la Internet Corporation for Assigned Names e Numbers (Icann), ha temporaneamente sospeso le richieste per ottenere i nuovi domini di primo livello personalizzati per brand e aziende, citando problemi tecnici con il sistema di pre-registrazione. Fra pochi giorni il tutto ripartirà, con uno slittamento di una settimana nella deadline inizialmente prevista come data ultima per inoltrare le domande.


Quella dei nuovi domini è una piccola rivoluzione che sta attraversando il Web, a tutto vantaggio delle possibilità di marketing dei siti commerciali e non (pensiamo agli enti di promozione turistica o ai comuni delle grandi città), e che amplierà notevolmente la rosa di generic top-level domains dagli attuali 22, numero a cui si sommano i 250 domini nazionali come .it, .uk, eccetera.

Sul sul sito Icann ha postato un annuncio che spiega di aver rilevato un “comportamento anomalo” nel software che gestisce le richieste, e di aver scelto di interrompere temporaneamente le procedure, da qui a martedì notte. Ci sarà poi tempo fino alla mezzanotte fra venerdì 20 e sabato 21, nel fuso orario di Greenwich (l’una di notte in Italia), per completare le nuove domande di approvazione del dominio, previo completamento di un lungo questionario.

Qualche dettaglio in più emerge da una dichirazione scritta di Akram Atallah, chief operating officer di Icann: “Ci siamo accorti di un possibile intoppo nel software che gestisce le application, che ha permesso ad alcuni utenti di visualizzare i nomi dei file e gli username di altri utenti. Per eccesso di scrupolo, abbiamo messo offline il sistema per proteggere i dati dei richiedenti”.

La deadline originale, fissata al 12 aprile, slitta dunque di oltre una settimana: e online gli scettici e i detrattori della “rivoluzione dei domini” stanno già ironizzando sul nefasto presagio. In ogni caso il cambiamento non sembra destinato a fermarsi, e fra chi ha scelto di accaparrarsi un dominio personalizzato (la richiesta può arrivare a includere 50 diverse opzioni, poi sottoposte a valutazione dell’Icann) sono trapelati grandi nomi come quello di Canon e Google.

E c’è da scommettere che il brand dei brand, ovvero Apple, non si lascerà sfuggire l’occasione di capitalizzare il suo patrimonio d’immagine con una manciata di domini privati: per Cupertino moltiplicare per un tot la somma dei 185mila dollari non dovrebbe essere un problema.

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