Intel vuole mettere a frutto l’acquisizione di Movidius, effettuata nel 2016, un’operazione con cui il colosso di Santa Clara ha rilevato una tecnologia di primo piano nel campo dell’intelligenza e della visione artificiale. Dopo aver presentato a luglio il dispositivo Usb Neural Compute Stick, Intel ha ora lanciato Movidius Myriad X, una Vpu (vision processing unit) per portare le reti neurali profonde ai bordi della rete. Nei piani del gruppo californiano il nuovo prodotto costituirà il cervello di diverse categorie di prodotti, dai droni alle videocamere connesse. Myriad X non è altro che un system-on-chip (Soc) su cui è stato integrato un motore di elaborazione neurale (neural compute engine) dedicato, per accelerare le inferenze dell’apprendimento approfondito sull’edge della rete. Intel promette alte velocità e bassi consumi, senza però rinunciare all’accuratezza del calcolo.

E nemmeno alla potenza, se è vero che le prestazioni del Soc toccano quota 1 Tops (mille miliardi di operazioni al secondo) con inferenze di reti neurali profonde. In questo modo i dispositivi possono “vedere, comprendere e rispondere all’ambiente circostante in tempo reale”. La potenza di calcolo massima teorica di Myriad X dovrebbe invece superare i 4 Tops. La nuova soluzione di Intel integra diverse funzionalità e caratteristiche, che le permettono di combinare imaging, deep learning ed elaborazione visiva.

Costruito con processo produttivo a 16 nanometri Finfet (a opera di Tsmc), il chip presenta 16 processori vettoriali Vliw (Very Long Instruction Word) programmabili a 128 bit, ottimizzati per la visione artificiale; 16 linee Mipi configurabili, per collegare fino a otto videocamere Rgb e con un supporto massimo di 700 milioni di pixel al secondo di throughput di elaborazione del segnale delle immagini; oltre venti acceleratori hardware per la visione e 2,5 MB di memoria (sono disponibili due package, Ma2085 senza memoria e Ma2485 con 4 GB di Lpddr4).

 

Credits: Intel

 

Altre specifiche includono la codifica hardware 4K con un frame rate massimo di 60 Hz (M-Jpeg, altrimenti a 30 Hz con codec H.264/H.265) e interfacce Usb 3.1 e Pcie di terza generazione. La Vpu è inoltre dotata di un kit di sviluppo software contenente tutti i framework, gli strumenti, i driver e le librerie necessarie per implementare applicazioni di imaging, visione e apprendimento automatico personalizzate. L’Sdk comprende anche un framework Flic specializzato con un approccio di tipo plug-in, per creare flussi di applicazioni, tra cui elaborazione di immagini, visione artificiale e deep learning.

Il chip misura 8,1 x 8,8 millimetri di lato e al momento non si conoscono i prezzi, ma saranno certamente maggiori dei dieci dollari necessari per ottenere Myriad 2: il Soc che viene di fatto affiancato da questa novità per l’intelligenza artificiale non verrà però rimpiazzato del tutto, ma semplicemente occuperà una fascia inferiore del mercato. Mercato che ormai Intel non si limita più a presidiare, ma ad aggredire con veemenza lanciando prodotti a cadenza regolare.