Anno nuovo, presidente nuovo per Qualcomm: è Cristiano R. Amon, già executive vice president della società e già presidente della divisione Qtc. Una carica, quest’ultima, che verrà mantenuta dal dirigente non certo anziano ma comunque veterano di Qualcomm (il suo ingresso risale al 1995). Si vorrebbe augurare piuttosto un “anno nuovo, vita nuova”, come vuole il detto, all’azienda che negli ultimi anni ha attraversato forse il periodo più tormentato della sua storia, fra accuse di violazioni antitrust e un’aspra battaglia legale con Apple, dai pesanti contraccolpi economici. Qualcomm è però anche la casa madre dei processori e dei modem Snapdragon, risorse sempre più richieste dai produttori di smartphone di fascia media e alta.

La nomina, o meglio la promozione del brasiliano Amon giunge sul finire dell’anno, ma sarà effettiva a partire dal 4 gennaio. La medesima data segnerà l’abbandono ufficiale dell’ex presidente Derek Aberle, dopo diciassette anni di militanza in azienda. Il curriculum di Amon, ingegnere elettronico nativo laureato all’università di San Paolo, non è da meno: dopo esperienze in Vésper (operatore telco brasiliano), Nec, Ericsson and Velocom, è entrato in Qualcomm nel 1995. Dopo aver ricoperto ruoli di crescente responsabilità, negli ultimi cinque anni si è occupato di dirigere le attività relative ai semiconduttori, prima come co-presidente e poi come presidente della divisione Qct.

“Il mix unico di abilità di business, ingegneristiche e operative e l’esperienza di Cristiano lo rendono perfetto per continuare a spingere la leadership tecnologica e di mercato di Qualcomm nei settori del mobile, dell’IoT, dell’automotive, dell’edge computing e delle reti, nonché per guidare la transizione verso il 5G”, ha dichiarato il Ceo, Steve Mollenkopf.

 

Cristiano Amon, nuovo presidente di Qualcomm 

 

L’opera di rinnovamento della dirigenza appare propedeutica all’acquisizione da parte di Broadcom. Le trattative sono però ancora in corso e non necessariamente destinate a un esito positivo, sia perché non si è raggiunto un accordo sulla cifra di vendita, sia perché un possibile ostacolo è costituito dall’intento di Qualcomm di acquisire a sua volta un altro produttore di semiconduttori, l’olandese Nxp Semiconductors.

Per il momento, la società dei processori Snapdragon ha rifiutato l’offerta da 130 miliardi di dollari fatta da Broadcom, cifra che secondo il venditore svaluterebbe l’azienda. Il candidato acquirente si è però detto intenzionato a continuare nelle trattative. Certo non ha contribuito a placare le acque il successivo annuncio di Broadcom di voler riscrivere l’assetto dirigenziale della società californiana, rinnovando il Cda: gli undici nomi fatti qualche giorno fa sono però stati rifiutati da Qualcomm, che non ha gradito il tentativo di controllo.