Nel corso del recente VMworld di San Francisco, il presidente di VMware, Pat Gelsinger, ha fatto esplicito riferimento a Nutanix, dichiarando che la propria azienda avrebbe sostanzialmente vinto la guerra dell'iperconvergenza, distanziando in maniera sempre più chiaro la propria rivale.

A stretto giro, non si è fatta attendere la risposta del suo omologo, Dheeraj Pandey, il quale, senza troppi peli sulla lingua, ha affermato che la propria concorrente più diretta “vende aria fritta e sfrutta soprattutto le proposte in bundle. Ogni volta che i clienti si rendono conto di aver acquistato una tecnologia che non mantiene le promesse, chiamano noi”.

Al di là della colorita polemica, chi ha ragione? Da un lato, va riconosciuto che il successo di vSan Hci poggia su basi solide. Secondo VMware,  le vendite delle licenze di questo prodotto sono cresciute del 45% nell'ultimo anno, mentre la rivale ha dovuto sopportare un regresso dell’1%. A questo si aggiunge che Dell Emc vanta una crescita del 77% delle proprie Infrastrutture iperconvergenti VxRail, basate su Sds vSan.

Idc sembra dar corda a questa sponda, indicando in VMware la numero nella categoria dei software per infrastrutture iperconvergenti, mentre Dell sarebbe il vendor in cima alla graduatoria sul fronte hardware. Gartner, invece, lascia a Nutanix  la leadership nel software, pur ammettendo una vicinanza ormai stretta con VMware.

Pandey, tuttavia, ribatte che il successo commerciale di vSan Hci si deve soprattutto alle vendite in bundle e, quindi, al traino di vSphere, che è certamente la soluzione più diffusa sul mercato della virtualizzazione dei server.

 

A sinistra, Dheeraj Pandey, presidente di Nutanix e, a destra, il suo omologo in VMware, Pat Gelsinger

 

Apparentemente, l'andamento finanziario di Nutanix mostra maggiori elementi di inquietudine rispetto a quello della rivale. Tuttavia, se l'ultimo fatturato trimestrale da 300 milioni di dollari è in leggero calo rispetto a quello dell'anno precedente, in realtà è superiore a quanto previsto dagli analisti e, secondo il presidente della società, si deve soprattutto a un cambiamento nel modello economico. Il vendor, in effetti, ha deciso di chiudere la commercializzazione della componente hardware, per concentrarsi solo sulle sottoscrizioni annue per i propri software e il relativo supporto. Questa scelta ha un costo di breve termine, ma già nelle cifre trimestrali da poco annunciate si può notare come 287 milioni di dollari derivino solo dalle sottoscrizioni e questa parte sia cresciuta del 7% rispetto all'anno precedente.

Le schermaglie fra i due leader dimostrano comunque quanta attenzione susciti oggi il comparto delle Infrastrutture iperconvergenti. Molte aziende, soprattutto nella fascia medio alta, nonostante il peso crescente della componente cloud, sono tutt'ora alla ricerca di soluzioni che aiutino a ottimizzare le risorse che, in un modo o nell'altro, devono continuare a gestire. Nutanix e VMware seguono approcci differenti, dettati dalla diversa natura della propria attività. La prima è una specialista nel settore e fa leva sul vantaggio competitivo guadagnato aprendo di fatto il mercato un po' di anni fa. La seconda punta a sfruttare la leadership guadagnata nella virtualizzazione per estendere il proprio raggio d'azione a una visione più complessiva delle risorse It delle aziende. Sarà il tempo a dirci chi sarà il vincitore.