Niente da fare, Office 2016 per Mac ed El Capitan non sembrano essere due anime gemelle. Microsoft ha rilasciato da poche ore un aggiornamento per la propria suite di prodotti, versione Os X, aggiungendo numerose patch e risoluzioni a problemi di sicurezza noti, ma l’incompatibilità di fondo lamentata da molti utenti a inizio ottobre persisterà a lungo. I fatti: circa due settimane fa, un paio di giorni dopo il rilascio del nuovo sistema operativo di Apple, El Capitan, il sito di supporto per i prodotti Office 2016 per Mac è stato invaso da richieste di utenti scocciati, che sottolineavano numerosi crash totali o parziali dei computer durante l’utilizzo di programmi come Word ed Excel. Si è arrivati così al 13 ottobre, quando l’azienda di Redmond ha reso disponibile un update per Office 2016, sottolineando però come l’aggiornamento non prenda in considerazione “i problemi incontrati dai clienti con Os X 10.11 El Capitan. Stiamo lavorando con Apple per assicurare la loro risoluzione”, che arriverà con il prossimo update del sistema operativo della Mela. Una frase importante, che fa capire come la “colpa” sia probabilmente dell’os del colosso di Cupertino e non di Redmond.

La maggior parte dei crash riportati dagli utenti sul forum Answer Microsoft riguarda Outlook, ma non sono state risparmiate altre applicazioni come PowerPoint, oltre alle già citate Word ed Excel. Eppure, nonostante quanto dichiarato da Microsoft, sembra che in seguito all’aggiornamento alcuni utenti siano riusciti a risolvere i propri problemi. Ovviamente, si tratta soltanto di una minima percentuale. I due giganti avrebbero potuto fare di più e, soprattutto, più in fretta?

Probabilmente sì, perché i primi dubbi affiorarono già agli inizi di luglio, con la release della prima beta pubblica di El Capitan. In quello che è diventato poi nei mesi un thread con quasi 50mila visualizzazioni, l’utente hoidwldbxv pose la questione agli “esperti” di Microsoft, lamentando blocchi di Outlook in Office 2016. L’incompatibilità era quindi già ampiamente nota alle due aziende, che non sono però riuscite nelle settimane seguenti (per volontà o perché impossibilitate), a chiudere le falle. La palla passa ora nelle mani di Apple, che dovrà fare qualcosa. E in tempi possibilmente brevi.