Office 365 è diventato grande: gli abbonati alla suite di produttività basata su cloud hanno toccato quota 25 milioni o quasi. Più precisamente, 24,9 milioni nel mese di dicembre 2016, e dunque forse oggi già oltre la cifra tonda. Un bel traguardo per Microsoft, raggiunto a quattro anni dal lancio di un prodotto che si è perfettamente sposato con i nuovi tempi e con l'esigenza di maggiore flessibilità, produttività ubiqua, sincronizzazione dei contenuti fra un dispositivo e l'altro, condivisione e lavoro a più mani. L'azienda di Redmond ha comunicato il numero nel corso della earnings call con gli analisti di Wall Street, seguita alla pubblicazione dei risultati finanziari dell'ultimo trimestre.

A detta del Ceo, Satya Nadella, l'azienda ha “continuato a osservare una crescita nella base di utenza”. Nell'ultimo anno in particolare, se si confrontano i numeri del trimestre finale del 2016 e di quello del 2015, si nota un incremento di 4,3 milioni di iscrizioni.

E tuttavia c'è un “ma”: nel corso del 2016, rispetto ai numeri dell'anno precedente, gli utenti consumer di Office 365 sono diminuiti del 62%, ovvero sono calati gli abbonamenti all'edizione basica (Home, del costo di 7 euro al mese). Che sia un effetto di una spending review tecnologica dell'utente medio oppure dell'abbondanza di alternative simili, almeno per chi non abbia particolari pretese, è difficile dirlo. In ogni caso questo prodotto sembra ancora trovare il suo terreno d'elezione nelle aziende e nella platea dei liberi professionisti, per i quali siano importanti le garanzie di sicurezza e di uniformità di user experience che Office può offrire.

Fra le buone notizie, c'è da segnalare una novità nel modo in cui i documenti creati con Word, Excel, PowerPoint e OneNote comunicano con il cloud. Da oggi diventa più facile lavorare con Office 365 e OneDrive for Business, grazie a nuove funzionalità di sincronizzazione, condivisione ed editing a più mani; questa possibilità è concessa sia agli utenti Windows sia agli utenti Mac, ma è sempre sottoposta alla scelta degli amministratori It che possono decidere se attivarla o meno. È possibile sincronizzare su più account sia cartelle condivise, sia i “team site” (contenitori per i lavori di gruppo) di SharePoint. Maggiori dettagli e altre novità secondarie sono descritti sul blog di Office.