Una famiglia italiana su quattro non dispone ancora di accesso a Internet. È il dettaglio più forte della fotografia scattata dall’Istat sullo stato della connettività nel nostro Paese, contenuto nel rapporto “Cittadini, imprese e Ict”. La buona notizia è che il divario digitale, seppur lentamente, sta diminuendo. Nel 2017, infatti, le famiglie con accesso al Web erano il 71,7 per cento, mentre l’anno scorso il dato è salito appunto al 75,1 per cento. Migliora anche la diffusione della banda larga, passata dal 70,2 al 73,7 per cento, con i servizi in Dsl che rimangono al vertice della classifica, anche se si notano passi avanti per il mobile (più tre per cento). Colpisce, fra le motivazioni fornite dai nuclei famigliari “offline”, il fatto nessuno sappia usare Internet: una condizione presumibilmente molto diffusa fra i più anziani.

Non è infatti un caso che il Web ultraveloce sia una presenza praticamente fissa nelle case dove abita almeno un minore (94,4 per cento), mentre scende drasticamente tra gli ultra 65enni (31,4 per cento). A livello geografico il Nord si conferma l’area più connessa, con una media del 78,3 per cento e picchi in Lombardia e Trentino-Alto Adige, ma con poca differenza rispetto al Centro (77 per cento). Il Sud e le isole, invece, si fermano rispettivamente al 69,8 e al 69,5 per cento, con Molise, Calabria e Sicilia in fondo alla classifica.

Il nostro Paese, malgrado le difficoltà, è riuscito comunque a dimezzare il gap con gli altri membri dell’Unione europea. Nel 2017 il divario fra la Penisola e la Ue era di sei punti percentuali (85 contro 79 per cento), mentre l’anno scorso è diminuito di tre punti (86 contro 83 per cento). Il dato è riferito alla diffusione della banda larga tra le famiglie con almeno un componente di età compresa tra i 16 e i 74 anni.

La situazione è migliorata anche tra le imprese. Il 94,2 per cento delle aziende con almeno dieci dipendenti ha accesso alla banda larga, con il 10 per cento che supera i 100 megabit per secondo. Una su tre, invece, si ferma sotto i 10 Mbps. In aumento anche le realtà che hanno deciso di investire in competenze digitali, considerate dal 22,4 per cento delle organizzazioni con più di dieci collaboratori uno dei tre principali fattori competitivi nel biennio 2018-2019. Gli altri due sono le agevolazioni pubbliche e la connettività in ultrabroadband.