26/07/2011 di Redazione

Oracle contro Google: il giudice mette tutti in riga

Il giudice responsabile della causa legale fra Oracle e Google ammonisce l'accusa di ridimensionare le richieste, che sono state definite troppo esose: si deve partire da 100 milioni di dollari. Alsup ne ha anche per Google: le entrate pubblicitarie devon

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Il giudice Alsup comincia a non poterne più della querelle giudiziaria fra Google e Oracle ed è intervenuto chiedendo di calmare toni e pretese. In particolare, secondo lo stimato ufficiale giudiziario, le richieste di Oracle sono troppo alte, perché i danni eventualmente subiti dall'azienda per l'uso illegale della Java da parte di Google sarebbero di gran lunga inferiori.

Oracle aveva chiesto un risarcimento di 2,6 miliardi di dollari (Oracle: Google ci deve 2,6 miliardi di dollari), sulla base della valutazione di Ian Cockburn, professore alla Boston University School of Management e già consulente della dalla Federal Trade Commission del Congresso. 

Il giudice ha parole dure per entrambi i contendenti

Google era stata, ovviamente, la prima a contestare questa stima stellare, definendola inaffidabile e chiedendone l'invalidazione. Ora persino il giudice responsabile del procedimento legale, William Alsup, appoggia la difesa e suggerisce all'accusa di ridimensionare le richieste partendo da 100 milioni di dollari.

Oracle dovrà quindi arruolare un nuovo esperto e farsi rifare le stime sulla base di un conteggio più modesto, quindi presentare la nuova richiesta di risarcimento entro il mese di novembre, data in cui finalmente il procedimento legale dovrebbe arrivare in aula.

Il contenzioso fra Oracle e Google ruota attorno alla presunta violazione di brevetti commessa da Google con la Java di Android

Google da parte sua non può comunque gongolare, perché l'agguerrito Alsup ne ha anche per lei: il togato, infatti, concorda con Oracle nel considerare nel conteggio delle royalties anche le entrate pubblicitarie legate ad Android. Inoltre, il giudice non ha apprezzato il disprezzo mostrato da Google verso il rispetto dovuto verso la proprietà intellettuale.

L'atteggiamento poco conciliante del giudice nei confronti di entrambe le parti in causa, la decimazione di brevetti in corso da parte dello United States Patent and Trademark Office (Oracle perde brevetti, Google paga l'incertezza), la prospettiva di un basso risarcimento per Oracle e il rischio per Google di dover pagare le royalties anche sulla raccolta pubblicitaria, fanno apparire sempre più possibile lo scenario di un accordo extragiudiziario fra i due contendenti. Google potrebbe già avere preso in considerazione questa ipotesi, forse dopo la lavata di capo di Alsup anche Oracle potrebbe pensarci.

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