Software, server, storage e networking tutto in uno, in un unico “box”. Si presenta così Oracle Database Appliance, la nuova proposta hardware della casa californiana, un apparato che, si legge nella nota diffusa dalla società, offre elevati livelli di disponibilità per un'estesa gamma di database per data warehousing e sistemi Oltp (Online Transaction Processing) custom e pacchettizzate.
L’appliance è stata realizzata con la versione più recente del database 11g di Oracle, la release 2, su cluster server Sun Fire a due nodi basato su sistema operativo Oracle Linux e ha il compito di proteggere i dati da possibili guasti a livello di server e storage sfruttando la funzionalità dedicate di Real Application Clusters e Automatic Storage Management. Monitoraggio proattivo del sistema, provisioning software one-button, patching integrato sull'intero stack software e sistema di avviso automatico in caso di errori hardware: queste in buona sostanza le caratteristiche operative del prodotto.
La peculiarità della Database Appliance è soprattutto nel modello di licenza, che Oracle ha deciso essere di tipo “pay-as-you-grow” per il suo Database e relativo software da 2 a 24 core di processore. Cos’ facendo, questa almeno l’intento del gigante californiano, le aziende possono allineare gli investimenti software alla crescita del business senza bisogno di ricorrere ad aggiornamenti hardware.
La presentazione ufficiale della nuova Appliance avverà all’OpenWorld 2011 in programma a San Francisco dal 2 al 6 ottobre ma da Andrew Mendelsohn, Senior Vice President di Oracle, è già arrivata una solenne investitura: “l’acquisto, la definizione e la customizzazione di soluzioni database richiedono alle imprese investimenti di decine di migliaia di dollari e ore di lavoro incalcolabili. Ora, invece, con la Database Appliance abbiamo eliminato i rischi associati alla progettazione e al deployment di infrastrutture database, creando la soluzione ideale per le piccole e medie imprese e divisioni aziendali in termini di maggiore disponibilità dei loro database applicativi”.