Obiettivo: aumentare la pressione su Amazon, Ibm e Microsoft nel cloud. È questo lo scopo dell’alleanza tra Oracle e la startup Xamarin. Se il primo nome è ovviamente noto, il secondo forse rimane ancora oscuro ai più. L’azienda, nata a San Francisco, è stata fondata quattro anni fa da Nat Friedman e Miguel de Icaza per creare una soluzione per lo sviluppo di app mobili multi-piattaforma. In pratica, con i servizi di Xamarin è sufficiente scrivere un applicativo in C# per portarlo poi su tutti i sistemi operativi più diffusi: Android, iOs, Windows Phone e Os. Il colosso guidato da Larry Ellison si è rivolto a Xamarin per invitarla a far parte dell’Oracle Mobile Cloud Service (Mcs), dando così la possibilità agli sviluppatori di integrare le proprie app create con la tecnologia multi-piattaforma con le funzionalità offerte da Mcs. I vantaggi per i developer potrebbero essere numerosi: notifiche push, processi di autenticazione avanzati, Api mobili, storage, sistemi di diagnostica e così via.

Le realtà interessate a questa nuova federazione devono semplicemente registrarsi e “prenotare” un account Mcs. Il passo successivo è il download del pacchetto Xamarin SDK for Oracle Mobile Cloud Service dallo store della startup, per poi configurare il backend e lanciare i test sulle applicazioni sviluppate. La strategia di Oracle è abbastanza chiara: il linguaggio C# è molto diffuso tra i programmatori di app in ambiente Windows e sul Web.

Mentre la piattaforma cloud del colosso a stelle e strisce è in costante lotta con altri servizi sulla nuvola presenti sul mercato, come Amazon Web Services, Bluemix di Ibm e la stessa Azure della casa di Redmond. Attrarre sviluppatori impegnati in ambiente Windows potrebbe rappresentare per Oracle un incremento di market share sul cloud, comparto dove la compagnia di Ellison è entrata dopo e, per provare a recuperare il tempo perduto, sta effettuando acquisizioni – vere o presunte – a colpi di dollari. Oltre ad avviare partnership costruttive con altri player.

Come sottolineato da alcuni siti d’informazione, però, la società guidata da Satya Nadella potrebbe rimanere alquanto infastidita dall’accordo. Xamarin intrattiene, sin dalla sua nascita, rapporti molto stretti con la comunità che ruota attorno a Microsoft, tanto che uno dei suoi due fondatori, de Icaza, interviene spesso durante i keynote della Microsoft Build. Ma, in generale, quello tra i due geni della programmazione e la casa di Redmond è un rapporto alquanto strano e controverso.

Appassionati fin da giovanissimi di Linux, si sono scontrati più volte con lo strapotere di Windows nel corso degli anni: Friedman e de Icaza sono gli inventori di un programma, il progetto Gnome, capace di portare Linux sul sistema operativo di Redmond, e di Mono, che dà agli sviluppatori di Ms la possibilità di scrivere applicazioni Web per il sistema del pinguino. Ma, da quando Nadella ha dichiarato che “Microsoft loves Linux”, tutto sembra essere rientrato.

 

 

 

Oracle Commerce Cloud, la soluzione per le aziende online

 

Nel frattempo, la compagnia di Redwood Shores ha presentato Commerce Cloud, nuovo tassello al portafoglio di applicazioni orientate alla customer experience. È una soluzione Software-as-a-Service (SaaS) flessibile e scalabile, realizzata per Oracle Public Cloud, che consente alle aziende di lanciare su desktop e dispositivi mobili nuove vetrine per la vendita, con ricche funzionalità, senza perdere il controllo del brand. Tra le altre cose, la soluzione permette la gestione di catalogo, vendite, ricerca, navigazione, prezzi, merchandising, design e contenuti, con la possibilità di modificare i siti secondo le necessità del momento.

Commerce Cloud consente personalizzazioni ed estensioni, con interfacce utente Html interattive, Api e un’architettura nata per sfruttare i framework JavaScript e semplificare così le attività di implementazione e adozione. Infine, le integrazioni con altri applicativi Oracle tramite PaaS, Java Cloud e Developer Cloud aiutano le imprese ad accedere rapidamente ad altre applicazioni sulla nuvola o a tecnologie indipendenti.