Volare sulla nuvola di Oracle è più semplice con Soar. L’azienda di Redwood Shores ha lanciato un nuovo set di strumenti che permetteranno alle imprese di spostare i propri carichi di lavoro in cloud più agilmente. Le soluzioni, fa sapere il vendor, sono semi-automatiche e porteranno a una riduzione di costi e tempi di migrazione del trenta per cento. Secondo Oracle, il passaggio dalle applicazioni on-premise alla versione cloud potrà essere completato in venti settimane al massimo. I servizi includono uno strumento di assessment, per capire quali carichi di lavoro possono essere trasferiti, una funzionalità di analisi del processo (consultabile anche da mobile) e utility di configurazione e migrazione automatica per facilitare l’integrazione di applicativi e dati. Il vendor mette inoltre a disposizione una piattaforma di training online tramite Oracle University e, una volta effettuata la transizione, il supporto di un account dedicato per un anno.

Soar entra quindi a far parte della nuova offerta del colosso californiano di servizi automatici, inaugurata lo scorso anno con un sistema intelligente di gestione di database e arricchita nel corso dei mesi. Anche se, per questa nuova soluzione, Oracle ha ammesso che servirà ancora del tempo per arrivare a una versione capace di portare a termine il lavoro senza alcun intervento umano. Le capacità di delivery autonome verranno raggiunte con i prossimi rilasci.

Rispetto alle soluzioni offerte dai maggiori cloud provider, come Amazon Web Services e Microsoft Azure, Oracle descrive il proprio servizio come più ricco, in grado di affiancare la tecnologia di migrazione alla consulenza diretta e alla formazione per i clienti. Soar è già disponibile per gli utilizzatori di E-Business Suite, Peoplesoft e Hyperion Planning che vogliono muovere applicazioni e dati su Erp Cloud, Scm Cloud ed Epm Cloud. Prossimamente il prodotto verrà offerto anche alle aziende che vorranno spostare workload su Hcm Cloud, Siebel e Cx Cloud.