Numeri inferiori alle previsioni degli analisti hanno scosso il titolo di Oracle nelle ultime ore. Nel primo trimestre dell’anno fiscale 2019, l’azienda di Redwood Shores ha riportato ricavi pari a 9,19 miliardi di dollari contro i 9,28 miliardi attesi dal consensus di Factset. Nel dopo mercato le azioni del vendor hanno perso fino al quattro per cento. L’utile per azione (Eps) è stato però superiore alle stime, toccando quota 71 centesimi rispetto ai 69 centesimi previsti. Complessivamente, il fatturato è aumentato anno su anno del due per cento a valuta costante, trainato dai servizi cloud e dal supporto, che hanno generato ricavi per 6,61 miliardi di dollari. Il business è cresciuto di quattro punti percentuali a valuta costante. Piatte invece le licenze rispetto al primo trimestre dell’anno scorso, con un giro d’affari di 867 milioni. A segno meno, infine, sia la vendita di hardware (904 milioni, in decrescita del tre per cento) e servizi (813 milioni, in flessione di quattro punti).

A finire immediatamente sotto la lente degli analisti è proprio il business cloud di Oracle su cui l’azienda statunitense, arrivata in ritardo sul mercato rispetto ai competitor, si è giocata gli ultimi anni di innovazione tecnologica. La transizione verso il nuovo modello “sta richiedendo più tempo del previsto”, hanno spiegato la scorsa settimana gli esperti della banca di investimenti Keybanc Capital Markets, citati dalla Cnbc.

Inoltre, il fatto che la multinazionale non comunichi più quanto fatturato provenga dalla vendita di soluzioni IaaS e PaaS, diminuisce “la visibilità nei progressi della società”, hanno aggiunto gli analisti. Uno dei due Ceo del gruppo, Safra Catz, si è comunque detta ottimista sul prossimo futuro: “Un Eps così forte mi dà fiducia sulla possibilità di chiudere un altro anno fiscale con una crescita in doppia cifra dell’utile per azione non-Gaap”. Nel commentare i risultati, Catz ha spiegato di attendersi un Eps compreso fra i 77 e i 79 centesimi nell’ultimo trimestre, in linea con le previsioni di Wall Street.

Ma il mercato, come rimarcato da Steve Koenig di Wedbush Securities, “non ha pazienza per i fallimenti delle società tecnologiche, a prescindere da quanto siano importanti o spiegabili razionalmente queste mancanze”. Secondo dati forniti da Oracle, i clienti di Fusion Erp sono ora 5.500, mentre quelli di Netsuite superano le 15mila unità. “La maggior parte delle applicazioni Erp in cloud” appartengono a queste due categorie, ha concluso l’altro Ceo della compagnia, Mark Hurd.