08/02/2012 di Redazione

Oracle ripudia la sentenza contro SAP

La società di Larry Ellison ha fatto sapere che non intende accettare la sentenza di mediazione emessa dal giudice nella causa contro la rivale tedesca, che ridimensiona la multa da 1,3 miliardi di dollari a 272 milioni. E pensa a una nuova causa per viol

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Oracle non intende accettare un indennizzo forfettario pur di chiudere in fretta la causa legale in discussione contro SAP presso il tribunale di Oakland, California. Lo riporta un articolo di Bloomberg, secondo cui l'azienda statunitense preferisce piuttosto avviare un nuovo processo per violazione del copyright, con i costi e i tempi che questo comporta.

Il giudice Phyllis Hamilton aveva bollato come "grossolanamente eccessiva" la cifra record di 1,3 miliardi di dollari chiesta da Oracle per chiudere la causa contro SAP perché non supportata da prove, e aveva ridotto l'indennizzo a 272 milioni di dollari. Il contenzioso sembrava chiuso, ma a quanto pare si ricomincerà tutto da capo perché Oracle intende rifiutare l'offerta. 

Oracle non accetta la sentenza contro SAP, ci sarà un nuovo processo

L'avvocato Geoffrey Howard ha spiegato ieri che "l'obiettivo di Oracle è quello di ottenere chiarimenti sulla legge e, se la sua posizione di parte lesa è riconosciuta dalla legge come le prove indicano, allora intende rivendicare i suoi diritti di proprietà intellettuale in quanto titolare di copyright".

Da parte sua il portavoce di SAP ha palesato la delusione per "il fatto che Oracle abbia buttato via un'altra occasione per chiudere questo caso", ma al contempo ha spiegato che l'azienda continuerà "a lavorare per portare questo caso a una conclusione equa e ragionevole."

Ricordiamo che il dibattito in corso riguarda la condotta illegale dei dipendenti di TomorrowNow, una controllata di SAP che ormai è stata chiusa, che hanno avuto accesso illegalmente al portale di supporto clienti di Oracle e hanno scaricato senza alcuna autorizzazione software e documenti di supporto, che hanno poi installato sui computer dei clienti.

Secondo l'accusa l'obiettivo di SAP era quello di derubare Oracle evitando di pagare costi di licenza, e di usare la refurtiva per sottrarre clienti a Oracle, con una politica di concorrenza sleale. La difesa si è presa la responsabilità per le azioni dei dipendenti di TomorrowNow, ma ha ripudiato l'intenzione di provocare volutamente un danno a Oracle.

La decisione di Oracle non è piaciuta agli investitori, che dopo averla appresa hanno fatto scivolare il valore del titolo dello 0,8 per cento. Nell'ultimo anno l'agguerrimento di Oracle contro SAP ha suscitato sentimenti di simpatia verso quest'ultima, che ha guadagnato l'11 per cento in borsa.

Secondo Andreas Wolf, analista di Warburg Research, anche se con il nuovo processo SAP dovesse essere condannata a pagare la cifra esagerata del primo appello "l'effetto sarebbe molto minore" per gli azionisti, come dire che a questo punto diventerebbero solidali con l'azienda.

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