Per la prima volta in dieci anni Oracle ha presentato proiezioni di vendita in calo per il terzo trimestre fiscale e a pagarne le conseguenze è stato il titolo azionario, che ha perso il 10% sui listini di Wall Street. Stando a quanto pubblicato dall'agenzia Reuters, l'azienda ha registrato un inatteso calo sequenziale dei ricavi nella fornitura di propri prodotti software, cosa che non accadeva dal 2008, quando la crisi finanziaria iniziata con il crollo di Lehman Brothers aveva messo in ginocchio l'economia globale.

Il risultato sotto le aspettative era del resto nell'aria, dato che gli analisti avevano già fatto suonare il campanello di allarme alla luce dei risultati del secondo trimestre fiscale. Il perdurare della difficile situazione economica si fa quindi sentire e lo dimostrano indirettamente anche le prestazioni in Borsa dei diretti concorrenti, che non brillano di certo: SAP negli Stati Uniti ha visto scendere il valore del titolo del 5%, mentre Salesforce.com ha lasciato sul terreno il 2% nell'ultima sessione after-hour di Wall Street.

Peter Goldmacher di Cowen & Co ha spiegato in proposito come "la spesa per i prodotti tecnologici è sotto pressione più di quanto la gente possa pensare. I budget IT sono relativamente piatti, e come sta accadendo in Europa quando ci sono problemi si riducono gli acquisti".

La società californiana ha riportato comunque nel secondo trimestre dell'anno fiscale 2012 risultati più che discreti, e più precisamente un utile per azione Gaap di 0,43 centismi di dollaro in crescita del 17% e un utile per azione non-GAAP di 0,54 centesimi, in salita del 6%

Meno bene la voce ricavi totali (Gaap e non Gaap) e quella relativa ai ricavi generati da nuove licenze software, in salita entrambi del 2%: a otto miliardi di dollari i primi e a due miliardi (rispetto ai 2,2 miliardi previsti) i secondi. Le entrate provenienti dall’aggiornamento delle licenze software e dal supporto sono cresciute invece del 9% a circa quattro miliardi di dollari mentre quelle relative ai sistemi hardware sono diminuite del 14% a 953 milioni di dollari.